Martedì, 28 Settembre 2021
Cronaca Centro storico / Piazza Bra

Perché il Veneto resterà in zona gialla anche questa settimana: i dati del monitoraggio

Peggiora la situazione epidemiologica a livello nazionale: indice Rt medio a 0,99

I dati relativi alla pandemia da coronavirus in Italia peggiorano in linea generale e il principale indicatore, vale a dire l'indice Rt medio a livello nazionale che segnala la velocità di trasmissione del virus, è salito rispetto alla scorsa settimana. Nel periodo preso in considerazione nel monitoraggio di oggi, venerdì 19 febbraio, dunque i giorni che vanno dal 27 gennaio al 9 febbraio, l'Rt medio calcolato sui casi sintomatici di Covid-19 è stato pari a 0,99 (range 0,95- 1,07), con un limite pertanto superiore che comprende l'1.

L'Istituto superiore di sanità, inoltre, ha comunicato in una nota che «l’incidenza a livello nazionale nella settimana di monitoraggio cresce rispetto alla settimana precedente (135,46 per 100.000 abitanti dall'8 febbraio 2021 al 14 febbraio 2021, contro 133,13 per 100.000 abitanti dall'1 febbraio 2021 al 7 febbraio 2021), lontana da livelli (50 per 100.000) che permetterebbero il completo ripristino sull’intero territorio nazionale dell’identificazione dei casi e tracciamento dei loro contatti». 

Nel frattempo sta già circolando tramite le agenzie quella che è la bozza del monitoraggio settimanale Iss-ministero della Salute, nella quale viene evidenziato un «graduale incremento nell'evoluzione epidemiologica» e «peggioramento nel livello generale del rischio». Quali sono le Regioni più a rischio? Sempre secondo la bozza del monitoraggio si tratta di dieci Regioni che hanno un indice Rt maggiore al valore 1: Abruzzo, Basilicata, Campania, Emilia, Liguria, Molise, Bolzano, Trento, Toscana e Umbria.

Come si può osservare tra queste non rientra il Veneto e nemmeno la Lombardia. Proprio nella Regione confinante alla nostra governata da Attilio Fontana nelle scorse si era ventilata l'ipotesi di un passaggio in zona arancione, a fronte anche dell'insorgenza di alcuni focolai che avevano indotto il presidente Fontana ad emanare un'ordinanza che ha stabilito la zona rossa in quattro Comuni chiudendo anche le scuole. La notizia di pochi istanti fa è però che la Lombardia resterà in zona gialla. A darne conferma è stato lo stesso presidente di Regione Attilio Fontana via social:

«La Lombardia resta gialla. Siamo intervenuti con limitazioni localizzate per contenere meglio, tracciare e isolare i piccoli focolai. Azioni mirate a mantenere la Lombardia il più possibile libera da restrizioni».

Post Fontana Lombardia zona gialla

Post Fontana Lombardia zona gialla

Dal punto di vista del monitoraggio della Cabina di Regia, i dati in Veneto non sono peggiori di quelli della Lombardia e, anzi, non si sono avuti focolai così preoccupanti come quelli in Lombardia. Proprio per questo, a fronte della decisione di mantenere zona gialla la Regione Lombardia, è evidente che sarà così anche per il Veneto, dove secondo le parole pronunciate ieri dal governatore Luca Zaia l'indice Rt si aggirerebbe attorno a 0.78. In realtà i dati del monitoraggio rivelano che l'indice Rt della nostra Regione è pari a 0.81, ma in ogni caso è stato confermato che il Veneto resta zona gialla anche questa settimana.

Secondo quanto riporta l'Ansa, invece, il ministro della Salute Roberto Speranza, sulla base dei dati e delle indicazioni della Cabina di Regia, firmerà in giornata una nuova ordinanza che andrà in vigore a partire da domenica 21 febbraio e determinerà il passaggio in area arancione delle Regioni Campania, Emilia Romagna e Molise. Restano in bilico la Provincia Autonoma di Bolzano e l'Umbria che potrebbero passare in zona rossa.

La lotta alle varianti del virus con zone rosse dentro le Regioni

«Dobbiamo agire molto tempestivamente e in modo aggressivo contro le varianti non ancora molto diffuse, ovvero la brasiliana e la sudafricana. Quindi all'interno delle Regioni vanno fatte delle zone rosse. La variante inglese è più diffusa e diventerà dominate, ma dobbiamo fare di tutto per limitare le altre». Lo ha detto il direttore della Prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza, alla conferenza stampa organizzata quest'oggi, venerdì 19 febbraio, dal ministero sull'analisi del monitoraggio regionale della Cabina di regia.

Anche il presidente dell'Istituto superiore di sanità, dott. Silvio Brusaferro ha sottolineato l'urgenza di tenere sotto controllo le varianti del virus: «Sono ormai poche le regioni a rischio basso, l'incidenza a livello nazionale è in lieve aumento e l'Rt medio sfiora 1. Tutto ciò ci mostra come lo scenario apparentemente stabile è in realtà in scivolamento verso un peggioramento. Ciò richiede grande attenzione, soprattutto per la circolazione di varianti».

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