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Sabato, 29 Gennaio 2022
Cronaca Borgo Trento

Gomme bucate dai vandali anche a Borgo Trento: scontro a Verona tra opposizioni e maggioranza

Un altro quartiere cittadino è stato preso di mira dai teppisti, dopo gli episodi registrati a Saval, Valdonega, Quinzano e Avesa. Traguardi e Partito Democratico criticano aspramente l'operato della Giunta di Palazzo Barbieri, che replica con le parole dell'assessore Padovani

Si accende a Verona la disucussione sul tema della sicurezza, dopo i numerosi raid vandalici segnalati soprattutto in questo inizio 2022. 
Gli ultimi episodi si sono verificati nella zona di Borgo Trento, dove oltre una quarantina di auto sarebbero finite nel mirino dei teppisti. Nella mattinata di lunedì i proprietari avrebbero infatti trovato le gomme bucate: diverse le segnalazioni sui gruppi Facebook riguardanti ad esempio via Butturini, via Abba, via Cesare Trezza, via Calatafini e via Farinati degli Uberti, con i residenti che hanno lanciato l'allarme sui gruppi social. L'invito è innazitutto quello di rivolgersi alle forze dell'ordine per denunciare ogni singolo fatto, mentre molti cittadini chiedono provvedimenti. 

Sull'argomento sono intervenuti gli esponenti di Traguardi, i quali criticano l'operato dell'Amministrazione comunale di Verona e lanciano proposte: «In questi ultimi anni abbiamo assistito all’abbandono dei quartieri con un vero e progressivo fenomeno di “periferizzazione”.
Il nuovo anno, infatti, si è tristemente aperto con un inasprimento di episodi di microcriminalità, diffusi soprattutto nei quartieri della città. Il primo caso è avvenuto nella notte di San Silvestro con l’incendio di due monopattini elettrici nei pressi della piazza di Saval, successivamente i residenti del medesimo quartiere hanno subìto atti vandalici diretti alle autovetture ed ai citofoni delle proprie abitazioni, infine è capitato ai residenti del quartiere di Valdonega assistere impotenti alla reiterata visione delle proprie auto con le gomme tagliate e le portiere rigate. La crescente ondata di microcriminalità porta inevitabilmente i cittadini ad interrogarsi sulla tenuta della sicurezza così come impostata dall’attuale amministrazione. Si sente parlare in questi giorni di un ampliamento delle forze di polizia dislocate nei quartieri per far fronte al fenomeno delle baby gang. Una soluzione, quella prospettata dall’assessore alla sicurezza Padovani, che rischia tuttavia di diventare l’ennesimo intervento spot volto a quietare gli animi dei residenti, quando ormai è troppo tardi. Occorre invece agire con misure strutturali, frutto di un’indagine sulle ragioni che hanno portato al verificarsi di tali episodi, soprattutto da parte di giovanissimi e incentivo a costruire insieme una città più vivibile per tutte e tutti i veronesi.
Una diffusa illuminazione, strade più vive anche con la collaborazione di attività commerciali e culturali, una seria educazione civica nella scuola primaria e secondaria, attenzione alle situazioni di marginalità e fragilità, costante dialogo tra forze dell’ordine e cittadinanza. Queste alcune delle iniziative che potrebbero, insieme, contribuire a migliorare la vivibilità dei nostri quartieri perché luoghi più vivi sono anche luoghi più sicuri. Traguardi da sempre incentiva proposte che partano dai cittadini per riqualificare e ridare vitalità ai propri quartieri, dove anche i più giovani possano sentire di appartenere ad una comunità ed essere i destinatari delle opere di miglioramento del luogo in cui vivono. Una cittadinanza consapevole riduce anche il rischio del verificarsi di episodi di microcriminalità, ridando ai quartieri una propria identità che, altrimenti, si rischia davvero di perdere.
La città del futuro è una città policentrica dove non esistono cittadini di serie A e cittadini di serie B, zone della città più controllate e zone lasciate in balia di se stesse e dove la sicurezza va di pari passo con la vivibilità».

Ancora più dura la nota dei consiglieri comunali del Partito Democratico Federico Benini, Elisa La Paglia e Stefano Vallani, che partendo dal "blitz" di Salvini alla stazione di Porta Nuova in campagna elettorale per sostenere Sboarina, attaccano aspramente l'operato del sindaco e della sua giunta: «Ci domandiamo se, giunti alla fine del mandato con alcuni quartieri della città come il Saval e Valdonega preda di bande di teppisti o, peggio, terreno di scontro della delinquenza, Sboarina e la Lega chiameranno di nuovo Salvini per documentare la situazione con il suo telefonino e fornire facili ricette populiste in tema di sicurezza come avevano fatto cinque anni fa.
Da anni ripetiamo che gli spettacolari blitz a caccia di disperati che cercano soltanto un riparo notturno sono assolutamente inutili. Il territorio si controlla rendendolo vivo con la giusta dotazione di verde e servizi; evitando di creare dei quartieri dormitorio; assicurando una presenza istituzionale costante. Un mix di politiche urbanistiche, interventi educativi sulle categorie più sensibili come gli adolescenti, e misure di sicurezza pubblica, come il vigile di quartiere, a cui la sua amministrazione non si è nemmeno avvicinata, tutta presa ad approvare alberghi e nuovi supermercati ovunque, mentre il verde è stato soltanto promesso.
Già da due anni Sboarina ha cancellato dal Documento unico di programmazione (Dup) alcuni dei principali punti del suo programma elettorale, quali ad esempio: “potenziare significativamente l'installazione diffusa dei sistemi di controllo (telecamere) nelle zone meno illuminate“; “monitorare le attività di spaccio, prostituzione e vendita di super alcolici e attuare un contrasto permanente alle forme di sfruttamento delle persone a fine sessuale”; “potenziare, supportare e promuovere iniziative a sostegno alle vittime di reato”; “intensificare significativamente i controlli notturni, con particolare attenzione ai quartieri e alle aree più a rischio e buie della città”; “contrastare gli atti di vandalismo di danneggiamento e di bullismo”. Segno che da un pezzo la sua amministrazione ha tirato i remi in barca.
E come se non bastasse nell’ultimo bilancio di previsione ci sono circa 200 mila euro di tagli alle spese per la Sicurezza. In quasi tutte le case Agec continuano ad esserci gravi disservizi che rendono difficile la convivenza.
Il centrodestra veronese ha fallito proprio sul suo principale cavallo di battaglia, la sicurezza. Come Pd chiediamo che dopo tante chiacchiere e annunci improduttivi si programmino gli interventi educativi necessari nei confronti degli adolescenti e si istituisca il vigile quartiere rendendolo figura di riferimento per i tanti quartieri della città altrimenti trascurati».

Da Palazo Barbieri è arrivata poi la replica alle parole delle opposizioni: «Le solite strumentalizzazioni della sinistra veronese, capaci solo di parlare per slogan e con il solito disco rotto della sicurezza che il centro destra non saprebbe fare - ha detto l'assessore alla Sicurezza del Comune di Verona Marco Padovani -. Noi invece siamo più concreti e, mentre loro parlano a vuoto, lavoriamo. Ogni giorno infatti il controllo nei quartieri viene fatto dalle pattuglie della Polizia locale in servizio nelle varie circoscrizioni, così come i nostri Servizi sociali stanno già da tempo intervenendo nel recupero di adolescenti e a sostegno delle fasce a rischio della popolazione, azioni mirate e che hanno dato buoni frutti

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