Pescantina, massimo appoggio dalla maggioranza per l'adesione allo Sprar

L'amministrazione è convinta che entrando nel Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati potrà gestire meglio l'accoglienza attraverso i servizi sociali

Villa Vezza a Pescantina

Pescantina è pronta a fare la sua parte nell’accoglienza dei profughi e anche in questo campo vuole agire da protagonista.

La maggioranza che sostiene il sindaco di Pescantina Luigi Cadura lo ha appoggiato anche per l'adesione allo Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati). Adesione che permette all'amministrazione comunale di avere voce in capitolo sull'accoglienza e l'integrazione dei migranti ospitati in paese.

A Pescantina saranno accolti al massimo 50 richiedenti asilo all'incirca, secondo la proporzione di 3 richiedenti asilo ogni 1.000 abitanti. Il 95% delle spese per l'accoglienza sono a carico dello Stato, il resto sarà pagato dal Comune che però ha assicurato che nulla sarà tolto ai fondi per l'assistenza dei pescantinesi.

L'amministrazione comunale da mesi si confronta con gli altri Comuni dell'Anci, con l’Ulss 9, con le scuole, le parrocchie, i gruppi di volontariato e i medici di base, per arrivare a formulare una proposta valida - proseguono dalla maggioranza - Non si tratta di un percorso facile, tuttavia la vicenda di Villa Vezza dovrebbe aver insegnato che i Comuni che non sono preparati o rifiutano di aderire allo Sprar sono candidati a ospitare i richiedenti asilo in una forma diversa, sotto il diretto controllo della Prefettura e, tendenzialmente, in gruppi medio-grandi. L’amministrazione rimane assolutamente convinta che le persone in questo momento ospiti a Pescantina non rappresentano nessun problema per i cittadini, ma ha maturato la convinzione che siano preferibili forme di accoglienza diffusa gestite localmente. Intende cioè gestire in prima persona l’accoglienza di piccoli gruppi di richiedenti asilo e avviarli all’integrazione con il supporto di associazioni di comprovata esperienza, coinvolgendo il più possibile le organizzazioni locali. Siamo convinti che i cittadini di Pescantina si sentiranno garantiti sapendo che l’accoglienza dei rifugiati non potrà in nessun modo essere un business, perché sarà affidata ai servizi sociali del Comune e ad associazioni che hanno una grande esperienza di accoglienza diffusa o operano da anni nella nostra comunità.

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