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La terza versione dello schema dei divieti fornito dalla Conferenza dei sindaci di Verona

La terza versione dello schema dei divieti fornito dalla Conferenza dei sindaci di Verona

Spostamenti decreto "Natale": le tre diverse versioni della Conferenza sindaci di Verona

La disposizione del decreto-legge "Natale" sulla visita a casa d'altri che fa impazzire l'Italia

Non che ci fosse bisogno di tale prova, ma il fatto che persino la Conferenza dei sindaci della provincia di Verona abbia trovato qualche difficoltà nell'interpretare le misure del cosiddetto decreto-legge "Natale", la dice lunga sullo stato confusionale che il nostro Paese sta attraversando in questa fase. La superfetazione di provvedimenti normativi, non sempre chiarissimi, che regolano le nostre vite quotidiane sta generando "mostruose" incertezze, tanta insicurezza e, cosa assai grave, il rischio di una discrezionalità eccessiva nell'applicazione delle disposizioni.

Le Faq aggiornate del governo: visite a parenti e amici a Natale, seconde case e spostamenti

È sufficiente andarsi a riascoltare la "spiegazione" della norma circa la "visita a casa d'altri" fornita dal premier Giuseppe Conte in conferenza stampa, rispondendo alla precisa ed incalzante domanda posta dalla giornalista di SkyTg24 Jana Gagliardi (cui, per inciso, va tutta la nostra gratitudine per il coraggio, nomen omen, e la determinazione dimostrata!), per rendersi conto di quanto veniamo dicendo. Il presidente del Consiglio, pur balbettando un poco, tuttavia fornisce ugualmente un'indicazione importante che va tenuta a mente, e cioè che la disposizione è stata pensata per intervenire sulla «circolazione delle persone».

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Jana Gagliardi, la domanda al premier Conte sulla deroga della visita a casa - decreto-legge "Natale"

Noi stessi, in paziente attesa di un aggiornamento delle Faq o di una circolare ai prefetti a firma del provvidenziale Mr. Wolf della burocrazia italiana ai tempi di Covid-19, il fine ed encomiabile Dott. Bruno Frattasi capo di Gabinetto del ministero dell'Interno, abbiamo tentato un'interpretazione della norma ad oggi più ostica da decifrare, vale a dire quella della deroga al divieto di spostamento per la "visita a casa d'altri" nel periodo che va dal 24 dicembre 2020 al 6 gennaio 2021. Su tale scoglio parrebbe inizialmente essersi arenata anche la Conferenza dei sindaci della provincia di Verona che, non a caso, ha fornito ben tre differenti versioni di un "calendario dei divieti" per il periodo natalizio, il quale avrebbe dovuto fungere da spiegazione e strumento per tutti i "normali" cittadini.

Questa la prima versione:

Conferenza dei sindaci di Verona 1

Questa la seconda versione:

Conferenza dei sindaci di Verona 2

Infine, questa la terza (e verosimilmente più corretta) versione:

Conferenza dei sindaci di Verona 3

Ora, è inevitabile che nel mondo social pervasivo in cui viviamo, questi tre differenti schemi stiano ormai già circolando ovunque. Il senso del presente articolo è allora semplicemente quello di chiarire che la versione corretta è la terza, quella cioè dove viene precisato che la "visita a casa d'altri" per il periodo che va dal giorno 24 dicembre 2020 al giorno 6 gennaio 2021 è consentita in deroga al divieto di spostamenti, sia nei giorni in cui l''intero territorio nazionale è definito zona rossa, sia in quelli in cui è definito zona arancione.

Nelle due precedenti versioni dello schema, tale deroga veniva assegnata solo ai giorni zona rossa, il che ha destato un po' di stupore anche ai commentatori sui social, ma la confusione derivava forse dal fatto che nel testo del decreto-legge la misura è introdotta subito dopo un passaggio nel quale si parla di un'altra deroga, quella prevista per i piccoli Comuni (sotto i 5 mila abitanti) dai quali ci si può spostare per un raggio massimo di 30 chilometri (non verso i capoluoghi), solo però durante i giorni in zona arancione (il che richiama alla mente il divieto di mobilità tra Comuni, mentre la deroga per la visita a casa d'altri vale sull'intero territorio regionale, quindi anche tra Comuni diversi). A separare i due periodi del testo del decreto-legge e, dunque, anche le due deroghe e la relativa attribuzione alla/e zona/e di rischio, vi è però un punto quale segno grafico forte di separazione ed il periodo successivo, dunque, non può riferirsi né solo alla zona arancione né solo alla zona rossa, bensì come testualmente scritto ai «giorni compresi tra il 24 dicembre 2020 e il 6 gennaio 2021», cioè tutti i giorni sia arancioni che rossi.

In merito all'origine delle tre differenti versioni, il sindaco del Comune di Minerbe Andrea Girardi, in qualità di «autore materiale del "calendario" degli spostamenti» quale «espressione di quanto emerso nelle discussioni tra sindaci», ha precisato che lo stesso «calendario ha ben tre versioni in quanto, col susseguirsi delle Faq e degli aggiornamenti intrepretativi del ministero, abbiamo provveduto a correggere e migliorare i contenuti, nella speranza di far chiarezza». Lo stesso sindaco Andrea Girardi aggiunge: «Chiarezza che ci rendiamo conto non sarà mai assoluta, ma almeno ci proviamo. Le centinaia di domande che riceviamo ed alle quali cerchiamo di dare risposte precise, ci aiutano a migliorare anche la nostra comprensione di una normativa che rimane, dopo sette mesi, ancora imprecisa e poco comprensibile». Considerazioni ovviamente più che condivisibili quelle del primo cittadino di Minerbe, al quale in questa fase molto complessa, al pari di tutti gli altri sindaci, spetta un ruolo istituzionale certamente non facile e nei cui confronti, dunque, è bene sempre rinnovare la dovuta gratitudine e comprensione a nome della comunità veronese tutta.

DECRETO-LEGGE 18 dicembre 2020, n. 172

Decreto-legge 18 dicembre 2020, n. 172 

La "visita a casa d'altri" e i dubbi interpretativi

Ciò chiarito, dunque, restano in realtà diversi dubbi circa questa stessa disposizione contenuta nel decreto-legge "Natale", quella cioè della "visita a casa d'altri". I punti saldi ci sono e li ricordiamo brevemente:

  • Lo spostamento verso un'abitazione privata per fare una visita è ammesso solo all'interno della propria Regione, anche fuori dal proprio Comune ma non si può uscire dai confini regionali.
  • Lo spostamento in deroga per la visita a casa d'altri è consentito una sola volta al giorno, qualsiasi giorno dal 24 dicembre 2020 al 6 gennaio 2021.
  • Lo spostamento è consentito solo nel rispetto degli orari di coprifuoco che vigono sia in zona arancione che in zona rossa (e gialla), cioè può avvenire solo tra le ore 5 del mattino e le ore 22 della sera.

Il punto meno saldo e più difficile da comprendere è invece il seguente:

  • Lo spostamento è consentito «verso una sola abitazione privata» e «nei limiti di due persone, ulteriori rispetto a quelle ivi già conviventi».

Che vuol dire esattamente? Essendo che il soggetto reggente della frase contenuta nel decreto-legge è sempre «lo spostamento», al singolare, è a nostro avviso avanzabile l'ipotesi interpretativa "rigorista" che abbiamo in precedenza esposto, pronti naturalmente a ritirarla facendo ammenda qualora le Faq del governo si rivelassero più elastiche. In breve, a nostro avviso in un determinato giorno, una singola abitazione altrettanto determinata, non potrebbe "sostenere" più di un singolo spostamento compiuto da al massimo due persone (esclusi dal computo i minori di anni 14, i soggetti disabili e i soggetti non autosufficienti conviventi con chi si sposta). Questo significherebbe, poniamo, che il giorno di Natale, in visita dai propri genitori anziani ci possono andare il loro figlio e la relativa moglie, ma non ci può andare sempre lo stesso giorno anche l'altra loro figlia (dei genitori anziani), pur muovendosi sempre in due, poniamo, con il rispettivo marito.

In caso contrario, cioè interpretando la disposizione in modo più elastico, si arriverebbe ad una situazione abbastanza strana per la quale sarebbe sufficiente spostarsi in due persone per volta, cioè fisicamente essere in auto al massimo in due, e a quel punto si potrebbe poi ritrovarsi anche in 50 persone dentro una medesima abitazione lo stesso giorno. Al che non si capirebbe nemmeno più tanto la discriminante sui minori di anni 14, poiché seguendo l'interpretazione elastica si avrebbe, nell'esempio di una famiglia composta da papà e mamma oltre a tre figli tutti di età superiore ai 14 anni, questa facile soluzione: i due genitori si spostano in auto per andare alla casa dei nonni a Natale, due figli di cui uno, poniamo, è 18 enne ed ha l'auto, si sposta con un fratello e dunque sono sempre in due, infine, il terzo fratello che, poniamo, ha 17 anni, raggiunge in monopattino la casa dei nonni sempre lo stesso giorno. Ognuno di loro viaggerebbe nel rispetto del limite di due persone, ma non si sarebbe più in presenza di uno spostamento, cioè «lo spostamento» di cui parla il decreto-legge, bensì di plurimi spostamenti verso una stessa abitazione. Se tutti loro venissero fermati durante il loro spostamento, dovrebbero dichiarare nell'autocertificazione il medesmo indirizzo di destinazione ed un controllo incrociato (è a questo che si riferiva il premier Conte in conferenza stampa?) farebbe risultare che il 25 dicembre verso una singola casa ci sono stati tre diversi spostamenti per ulteriori cinque persone (e non due) rispetto a quelle ivi già conviventi. Mr. Wolf, aiutaci tu.

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