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Robbie Williams al Bentegodi. Fantinati si scaglia contro il bagarinaggio online

"Ho chiesto con una interrogazione a risposta scritta, ai ministri Alfano, Franceschini, Calenda Padoan, di spiegare quali iniziative intendano porre in essere per contrastare il fenomeno del 'secondary ticketing'"

Recenti notizie di stampa riferiscono che per il concerto di Robbie Williams, previsto per il prossimo 14 luglio allo stadio Bentegodi, i costi dei biglietti siano lievitati in maniera esponenziale, fino a raggiungere i 2.695 euro. Per questo motivo ho chiesto con una interrogazione a risposta scritta, ai ministri dell’Interno Angelino Alfano, dei Beni Culturali Dario Franceschini, dello Sviluppo Economico Carlo Calenda e dell’Economia e Finanza Pier Carlo Padoan, affinchè spieghino quali iniziative di carattere normativo intendano porre in essere per contrastare adeguatamente e con tempestività il fenomeno del ‘secondary ticketing’ e se si ritengano applicabili anche al settore degli spettacoli dal vivo quanto previsto dal decreto del Ministero dell’Interno 6 giugno 2005 in occasione di competizioni calcistiche ovvero l’emissione di biglietti nominativi che permettono l'ingresso solo con documento di identità e che, quindi, non possono essere utilizzati nei circuiti non autorizzati.

È l'onorevole veronese del Movimento 5 Stelle, Mattia Fantinati, a scagliarsi nuovamente contro il fenomeno del bagarinaggio, come già aveva fatto nella tarda primavera di quest'anno.
Il politico poi scende nel dettaglio della vicenda, spiegando anche il provvedimento richiesto dal Codacons e il fenomeno del ‘secondary ticketing’.

Sulla vicenda del concerto di Robbie Williams il prossimo 14 luglio, il Codacons ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Verona e alla Polizia postale in cui chiede il sequestro e l’oscuramento dei siti web che riescono, grazie a software sofisticati, ad aggirare le limitazioni imposte alle piattaforme autorizzate alla vendita dei biglietti dei concerti (di norma 4 per ogni utente) e ad acquistare velocemente i tagliandi, accelerando il ‘tutto esaurito’ sui canali ufficiali, per rimetterli in vendita a prezzi maggiorati (anche 10 volte) su un mercato parallelo a quello autorizzato, il cosiddetto ‘secondary ticketing’.

Quello del ‘secondary ticketing’ è un fenomeno in rapida espansione in tutto il mondo e anche nel nostro Paese sta raggiungendo preoccupanti livelli di guardia. In assenza di precise legislazioni in materia, il business del ‘secondary ticketing’ continua a crescere, generando guadagni spropositati a danno degli utenti.

Secondo un’indagine condotta dal procuratore generale di New York, Eric Schneiderman, nel dicembre 2015, i margini di guadagno medio per il mercato del ‘secondary ticketing’, sono del 49 per cento a tagliando. In Italia, secondo stime autorevoli, il volume d’affari del ‘secondary ticketing’ dello scorso anno potrebbe essersi attestato su un valore che si avvicina ai 40 milioni di euro.

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