Processo Pfas, seconda udienza preliminare. Regione Veneto parte civile

L'ente regionale si è costituito parte civile, attraverso il lavoro dell'avvocato Fabio Pinelli, il quale ha riferito che la Regione «non ha subito eccezioni in ordine alla sua legittimazione a stare in giudizio come parte offesa e danneggiata del reato»

Ingresso della Miteni

Ieri, 25 novembre, si è tenuta davanti al magistrato Roberto Venditti del Tribunale di Vicenza la seconda udienza preliminare del processo sul disastro ambientale avvenuto in Veneto per la contaminazione delle falde con sostanze Pfas. Tra gli imputati, i vertici della ex Miteni, l'azienda chimica di Trissino ritenuta la principale fonte dell'inquinamento e che qualche mese fa ha dichiarato fallimento. Alla guida dell'industria vicentina si sono susseguiti manager della giapponese Mitsubishi Corporation e della lussemburghese International Chemical Investors, a cui ora si vuole rendere conto della gestione di un'azienda che avrebbe inquinato l'acqua bevuta dai cittadini di diversi comuni veneti, nelle province di Vicenza, Verona e Padova.

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La Regione Veneto si è costituita parte civile in questo processo, attraverso il lavoro dell'avvocato Fabio Pinelli, il quale ha riferito che la Regione «non ha subito eccezioni in ordine alla sua legittimazione a stare in giudizio come parte offesa e danneggiata del reato». La Regione, dunque, potrà rivendicare il risarcimento dei costi sostenuti per garantire la salute dei cittadini. E proprio per assicurare la massima tutela risarcitoria, Fabio Pinelli ha formalizzato la richiesta di far entrare nel processo, quali responsabili per il risarcimento dei danni, le due multinazionali straniere Mitsubishi Corporation e International Chemical Investors, nel cui interesse e sotto la cui direzione e controllo taluni degli imputati hanno gestito la Miteni. Ed anche della Miteni, nonostante il fallimento, è stato chiesto il formale coinvolgimento nel processo. «Valuterà il giudice se il patrimonio della Miteni debba essere messo a disposizione anche dell'ente regione, per il risarcimento di tutti i danni che quest’ultima è costretta a subire, per tutelare la sua popolazione dalle conseguenze dei reati commessi dagli imputati - ha detto Pinelli - Se tale richiesta sarà accolta, tutte e tre queste importanti società dovranno rispondere con il proprio patrimonio dei danni subiti dal Veneto in conseguenza dei fatti della Miteni».

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