Profughi nel veronese, dopo il caso Erbezzo anche la protesta a Sanguinetto

I migranti ospitati all'hotel Paradise hanno organizzato una manifestazione per ottenere la carta d'identità. È stato il vicesindaco Valentino Rossignoli a fare da mediatore

(foto di repertorio)

Due episodi diversi, avvenuti nella provincia veronese e con entrambi al centro l'accoglienza dei richiedenti asilo. In località Vaccamozzi, Comune di Erbezzo, un gruppo di profughi da poco alloggiati nella ex base Nato si è allontanato dall'alloggio e hanno preso la via di Verona per salire su un treno e dirigersi verosimilmente a Milano. A Sanguinetto, invece, i migranti ospitati all'hotel Paradise hanno organizzato una protesta per ottenere la carta d'identità.

Come riportato su TgVerona, erano circa cinquanta i richiedenti asilo che davani al Comune di Sanguinetto hanno manifestato per ottenere la carta d'identità. L'ordine pubblico è stato assicurato dai carabinieri e alla fine è stato il vicesindaco Valentino Rossignoli a fare da mediatore. I profughi chiedevano il rilascio del documento, mentre per l'amministrazione di Sanguinetto la consegna della carta d'identità necessita l'attesa di un anno dal momento dell'iscrizione all'anagrafe temporanea.

Sul caso di Vaccamozzi, invece, sono intervenuti i consiglieri regionali Casali e Bassi, fin da subito contrari all'arrivo di un gruppo di profughi nella località di Erbezzo.

Queste persone non sono profughi - scrivono Bassi e Casali - In più sono ospiti sulle spalle degli italiani, che si vedono impoveriti da una crisi economica che ha messo in ginocchio il nostro Paese. Il governo Gentiloni sta tradendo il suo popolo a vantaggio di cooperative che ottengono lauti guadagni con i soldi pubblici degli italiani. Ci chiediamo per quanto tempo dobbiamo rimanere ancora inerti e subire scelte folli.

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