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(Foto PadovaOggi)

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Operazione Fiore Reciso dell'antimafia di Padova, tre arresti nel veronese

In carcere sono finiti P.P., domiciliato a San Martino Buon Albergo, e G.C.. domiciliato a Bovolone; agli arresti domiciliari invece A.G., imprenditore residente a Verona. Tutti e tre di origine calabrese

Gli arresti sono scattati lunedì mattina, 22 gennaio, nell'ambito dell'operazione denominata Fiore Reciso della direzione investigativa antimafia (Dia) di Padova. Sette gli uomini finiti in carcere, nove quelli agli arresti domiciliari per un totale di sedici arresti, a cui si aggiungono quattro indagati a piede libero. L'accusa è associazione per delinquere finalizzata all'emissione di fatture per operazioni inesistenti, al riciclaggio, all'autoriciclaggio, allo spaccio e al traffico di sostanze stupefacenti. Quello che è emerso dalle indagini è che gli accusati avrebbero utilizzato gli illeciti profitti guadagnati da un giro di false fatturazioni per l'acquisto di droga o di altre necessità.

Gli arresti hanno riguardato anche altre province oltre a quella di Padova. In particolare, in provincia di Verona sono stati arrestati tre uomini, due dei quali sono finiti in carcere e uno agli arresti domiciliari. In carcere sono finiti P.P., operaio 40enne originario di Crotone ma domiciliato a San Martino Buon Albergo, e G.C., operaio di 42 anni con domicilio a Bovolone; agli arresti domiciliari invece A.G., 48enne imprenditore residente a Verona ma di origini calabresi. Il loro compito, come riportato da PadovaOggi, era quello di fornire e consegnare hashish e marijuana.

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