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Lunedì, 17 Gennaio 2022
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Il ministro dell'Istruzione al Job&Orienta: «Scuola è sicura, contagi molto limitati. Lavoriamo per evitare la Dad»

«Stiamo evitando questa idea della "paura", questa idea del "diffidare gli uni degli altri", la scuola rimane il posto più sicuro», ha chiarito il ministro Patrizio Bianchi

Presente quest'ggi, sabato 27 novembre, a Verona in occasione dell'ultima giornata del JOB&Orienta, il ministro dell'Istruzione Patrizio Bianchi ha parlato di orientamento che, queste le sue parole, «significa accompagnamento delle ragazze e dei ragazzi nel loro percorso di vita, di opportunità e risorse che arrivano con il PNRR». Lo stesso ministro ha poi aggiunto: «Abbiamo visto le migliori pratiche di scuole e ITS. Abbiamo fatto comunità e ribadito che la scuola è al centro».

Un messaggio molto netto è arrivato anche in tema di pandemia da Covid, con lo sguardo al passato ed ai mesi bui della didattica a distanza cui oggi nessuno vorrebbe più tornare. Uno spettro che lo stesso ministro dell'Istruzione Patrizio Bianchi ha voluto con forza scacciare lontano: «Nel mondo della scuola i contagi sono ancora molto, molto limitati. - ha evidenziato il ministro Bianchi - Stiamo lavorando non solo per evitare un ritorno alla Dad. La Dad è stata un momento importante che ha permesso a molti di avvicinarsi al digitale, ma stiamo evitando questa idea della "paura", questa idea del "diffidare gli uni degli altri", la scuola rimane il posto più sicuro», ha precisato il ministro dell'Istruzione. 

«Voglio arrivare a fine anno con tutte e sei le riforme connesse al Piano nazionale di Ripresa e Resilienza avviate: l'orientamento, la riorganizzazione del sistema scolastico, gli istituti tecnici e professionali, gli Its, il sistema di reclutamento insegnanti, la scuola di alta formazione» ha annunciato il ministro dell'Istruzione Patrizio Bianchi nell'incontro di stamattina, a JOB&Orienta, con quindici assessori regionali all'Istruzione e alla Formazione e al Lavoro, intervenuti al Salone per parlare di Pnrr e futuro sostenibile. L'evento, promosso congiuntamente dai Ministeri dell'Istruzione e del Lavoro, Regione del Veneto e Conferenza delle Regioni, è stato un'ulteriore occasione di confronto fra Governo e Regioni per individuare le strategie migliori per un utilizzo efficace delle risorse del Pnrr.

La pandemia ha evidentemente accelerato cambiamenti che erano già in corso nella società, tanto che il futuro che intuivamo prima del Covid è già oggi. E il domani va anticipato, con la capacità di immaginare che indirizzo dare alla rivoluzione verde e digitale, investendo sui giovani, sulla loro formazione e sul loro accesso al lavoro. Fra quelle in capo al Ministero dell'Istruzione che troveranno risorse per gli investimenti nel Pnrr, la riforma dell'orientamento è tra le più importanti. «Ci stiamo lavorando moltissimo» ha continuato Bianchi. «Il concetto fondamentale è che dobbiamo accompagnare i ragazzi fin dalle scuole medie: questo aiuta loro, ma anche il Paese, perché l'orientamento non è soltanto fatto di supporto ai ragazzi, ma anche di sollecitazione a ripensarsi per imprese, università e istituzioni. Per noi l'orientamento è un pezzo fondamentale, e JOB&Orienta è sicuramente il perno di questa operazione sul Pnrr».

Soddisfatta del confronto col ministro, l'assessore all'Istruzione, alla Formazione e al Lavoro della Regione del Veneto Elena Donazzan: «Bianchi ha a cuore il cambiamento nella scuola. C'è bisogno di cambiamento perché è il contesto sociale che ce lo chiede, il Pnrr è un acceleratore». Con le risorse a disposizione, oltre 31 miliardi previsti dalla missione 4 "Istruzione e ricerca", «dobbiamo fare in modo che l'orientamento rappresenti un nodo cruciale in tutti i passaggi della scuola, perché un buon orientamento in un'Italia che ha un problema di denatalità significa anche non disperdere le risorse umane - precisa Donazzan -. E poi serve spingere molto di più sulla riforma degli Its e sulla riforma dell'istruzione tecnica e professionale, all'interno del sistema duale, che è stata un po' snaturata quando si è ridotto il numero di ore di laboratorio». Una riforma, quella degli Its, per cui è previsto un investimento di 1,5 miliardi di euro e che è ora in discussione al Senato dopo l'approvazione alla Camera.

«Abbiamo bisogno di legare ancora di più istruzione, formazione e lavoro, accompagnare le giovani generazioni per fare una scelta giusta dopo la scuola, affinché possano poi inserirsi in tempi brevi nel mondo del lavoro» aggiunge Alessandra Nardini, assessore della Regione Toscana e coordinatrice della commissione Lavoro e Formazione professionale della Conferenza delle Regioni. «Il nostro obiettivo - continua - è quello di salvaguardare l'occupazione, ma anche di creare nuove opportunità e nuovi posti di lavoro. Avremo un nuovo strumento che è GOL, il Programma Garanzia Occupabilità Lavoratori: su questo abbiamo lavorato assieme al ministro Orlando e assieme ad Anpal, affinché le Regioni potessero avere un ruolo centrale». GOL ha recentemente visto sbloccati i primi 880 milioni dei complessivi 4,4 miliardi previsti dal programma volto a reinserire 3 milioni di persone nel mondo del lavoro entro il 2025, di cui almeno il 75% under 30, donne, disoccupati di lunga durata, persone con disabilità, lavoratori over 55. E con il vincolo della formazione per almeno 800mila di loro.

Politiche di formazione e politiche del lavoro integrate al meglio è, insomma, quanto bisogna offrire ai giovani, che sono la vera risorsa del Paese per ripartire e guardare al futuro. E la ragione, ha affermato il ministro del lavoro e delle Politiche sociali Andrea Orlando nel suo videomessaggio fatto pervenire a JOB&Orienta nello stesso incontro con le Regioni, è anche pratica: «Noi stiamo aumentando il nostro debito pubblico per far fronte alle conseguenze della pandemia, ma questo implica che le nuove generazioni saranno chiamate a rispondere degli impegni che noi assumiamo oggi» riconosce il ministro. «E questo significa anche che dobbiamo fare un patto con loro - aggiunge -, fare in modo che tutte le risorse possibili siano orientate ad agevolare la loro emancipazione, il loro riscatto, la loro crescita, garantendo strumenti formativi migliori e anche legando questi strumenti a un mercato del lavoro che in parte deve cambiare». L'orizzonte ideale, conclude il ministro, è «restituire ai giovani un lavoro più sicuro, una condizione esistenziale che consenta loro di guardare con più serenità al futuro».

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