Carcere di Montorio, M5S: «Mascherine consegnate, nessuno abbandonato»

Ma il rischio che si crei un focolaio rimane. Per questo Alessandro Gennari ha chiesto di verificare «la disponibilità di alcune strutture come l'ex ospedale militare per eventuali operazioni di isolamento»

Sanificazione del carcere

«Oltre 8.500 mascherine consegnate alla casa circondariale di Montorio per gestire l'emergenza Covid: non è vero che detenuti, agenti di polizia e dipendenti sono stati abbandonati». A rendere noto il dato è stata Francesca Businarolo, deputata veronese del Movimento 5 Stelle, insieme al consigliere comunale pentastellato Alessandro Gennari, il quale si era preso l'impegno di verificare la situazione nel carcere del capoluogo. 

Alcuni politici locali avevano dichiarato che solo il Comune di Verona si era attivato per la casa circondariale, fornendo gratuitamente dispositivi di protezione personale. «Risultano essere stati consegnati nel carcere di Montorio - ha replicato Businarolo - 8.590 maschere protettive. Di queste, 7.900 chirurgiche, 100 Ffp3, 480 Ffp2 fornite dal dipartimento di amministrazione penitenziaria e dalla protezione civile, e altre 120 Ffp2 acquistate dalla casa circondariale con fondi messi a disposizione. Si aggiungono al conteggio le cento mascherine Ffp2 fornite dal Comune di Verona e le 1.500 lavabili e riutilizzabili messi a disposizione dalla meritoria cooperativa Quid. Sono arrivati, inoltre, 18mila guanti monouso, 25 kit di protezione, 20 tute impermeabili, 10 visiere facciali e due termometri a infrarossi».

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Ma anche con la dotazione di mascherine ed altri dispositivi, c'è sempre il rischio che il carcere diventi un focolaio di coronavirus, essendo una struttura densamente vissuta dai detenuti, dalle guardie carcerarie e dai dipendenti della casa circondariale. Per questo Alessandro Gennari ha chiesto di verificare «la disponibilità di alcune strutture, come l'ex ospedale militare e la caserma Busignani di San Zeno, per eventuali operazioni di isolamento».

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