Covid-19, Zaia anticipa l'annuncio ufficiale: «Veneto è zona arancione»

Nel giorno della classificazione delle regioni in base al rischio coronavirus, il governatore ha confermato che dalla prossima settimana il Veneto non sarà più in zona gialla

 

Questa mattina, 5 marzo, il presidente della Regione Luca Zaia ha tenuto un nuovo aggiornamento sull'emergenza Covid-19 in Veneto dalla sede della protezione civile regionale di Marghera. Alla destra e alla sinistra di Zaia: l'assessore regionale alla sanità Manuela Lanzarin e Francesca Russo, dottoressa del Servizio di Igiene e Prevenzione della Regione Veneto.

Le prime informazioni fornite dal presidente regionale sono state quelle contenute nel bollettino delle 8 di questa mattina. «Nelle ultime 24 ore sono stati eseguiti 43.750 tamponi e quelli che hanno avuto esito positivo sono stati 1.505, il 3,44% - ha dichiarato Zaia - Noi dobbiamo guardare in faccia i numeri e, pur non facendo test ogni giorno a tutti i cittadini veneti, abbiamo trovato 1.505 positivi. Per evitare che il virus si diffonda ancora, dobbiamo evitare ogni forma di assembramento ed usare bene la mascherina. Perché siamo di fronte ad una mutazione del virus che lo rende più contagioso e quindi è più probabile che un cittadino possa infettarsi».

Il presidente Zaia ha poi riferito di essersi confrontato con altri rappresentati istituzionali questa mattina: «Il presidente dell'Emilia-Romagna mi ha detto che in una settimana sono passati da 0 a 600 nuove prese in carico negli ospedali. E ho sentito anche il ministro della salute Roberto Speranza che mi ha anticipato quello ciò che stasera sarà annunciato ufficialmente: il Veneto passa in zona arancione. L'indice di trasmissibilità del virus (Rt) è crescito molto in una settimana e la proiezione per le settimane prossime è preoccupante. Anche perché i contagi stanno crescendo, ma non è che abbiamo gli ospedali vuoti. Abbiamo 1.300 pazienti Covid, che come punto di partenza è impegnativo».

Provvedimenti di chiusura di scuole a livello regionale non sono stati ancora presi, ma la situazione è costantemente monitorata. «L'età media dei contagi si sta abbassando sempre di più - ha detto Zaia - Dobbiamo fare prevenzione e se emergesse la necessità di chiudere le scuole le chiuderemo per tutelare la salute dei ragazzi. Il nuovo dpcm permette di chiudere le scuole in presenza di 250 contagi settimanali ogni 100mila abitanti e noi stiamo cercando di calare questa proporzione a livello locale. Abbiamo capito, ad esempio, che non si può applicare a livello comunale perché il contesto è troppo piccolo. Quindi potremmo applicarlo a livello provinciale oppure distrettuale, utilizzando le 26 aree omogenee dei distretti sanitari».

Zaia, infine, parlando con il ministro Speranza, ha avuto la conferma che presto potrà essere utilizzato il vaccino anti-Covid di AstraZeneca per gli over 65. Inoltre, il presidente Zaia ha chiesto attenzione nella somministrazione del vaccino Pfizer, perché a suo dire da un flacone si potrebbero ricavare anche sette dosi.

Dopo il presidente del Veneto, è intervenuta la dottoressa Russo, la quale ha annunciato che, dalla prossima settimana, la quarantena dei cittadini positivi in Veneto torna ad essere di 14 giorni e deve essere chiusa con un test a tampone negativo. Inoltre, anche il tracciamento dei contatti sarà più capillare e terrà in considerazione anche i contatti a basso rischio. Questo per fronteggiare anche le varianti del coronavirus. Variante che cambia le regole anche in ambito scolastico, perché sarà messa in quarantena tutta la classe in presenza di uno studente positivo ad una variante del virus. E se ci fossero due o più casi, la quarantena potrebbe essere estesa all'intero istituto. Mentre se lo studente è positivo ma non ad una variante, i suoi compagni di classe potranno restare a scuola, se risultano negativi ad un test a tampone.

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