Coronavirus, Zaia: «A Verona, posti letto si liberano ma pressione alta»

E sull'ordinanza regionale il presidente del Veneto ha spiegato: «Resta valida fino al 23 dicembre, poi scattano le regole del decreto legge del Governo fino al 6 gennaio»

 

«Senza cantare vittoria ma le nostre curve da più di qualche giorno la flessione la stanno segnando. Se non c'è una repentina inversione di tendenza, la direzione è quella». Così il presidente del Veneto Luca Zaia ha commentato i dati del bollettino delle 8 di oggi, 19 dicembre, sull'emergenza coronavirus. Il report mattutino mostra un calo dei ricoverati per Covid-19 negli ospedali della regione, ma la situazione resta ancora complicata nelle strutture della provincia di Verona. «Una situazione di forte pressione - ha dichiarato Zaia, riferendosi proprio a Verona - Non è una tendenza consolidata, ma ci sono posti letto che si liberano nei reparti di malattie infettive. E nelle terapie intensive ci sono ancora posti letto liberi, anche se limitati». Il presidente del Veneto guarda però a questi dati positivi con prudenza, perché i contagi sono tornati a salire in tutta Europa.

E prima di lasciare spazio alle domande dei giornalisti, Zaia ha spiegato cosa cambia per il Veneto con l'introduzione del nuovo decreto legge del Governo sul Natale. In sostanza, l'ordinanza regionale che da oggi impone il divieto di uscire dai propri confini comunali a partire dalle ore 14 resterà in vigore fino al 23 dicembre. Invece, dal 24 dicembre al 6 gennaio, valgono le regole del decreto nazionale che impone in tutta Italia la zona arancione nei giorni feriali e la zona rossa nei giorni festivi e prefestivi.
Sul decreto, poi, Zaia non ha avuto nulla da ridire. ​«Esce da un'indicazione del comitato tecnico scientifico nazionale», ha specificato, salvo poi sottolineare ancora una volta l'importanza dei ristori: «Il presupposto di queste misure è che arrivino i ristori. Se non ci sono i ristori è un grosso guaio, pensate ai ristoranti, al turismo e a tutte le altre attività».

Rispondendo ad un quesito sulla scuola, il presidente regionale ha ribadito che lui non «tifa per non aprire la scuola», ma ha comunque chiesto la valutazione di due aspetti: la situazione epidemiologica e la quantità di scuole che saranno riaperte per dare agli alunni la possibilità di seguire le lezioni in presenza.«La nostra posizione è di apertura ma non deve prescindere dalla situazione sanitaria», è il pensiero di Zaia.

Al termine dell'incontro di oggi, il presidente Zaia ha lasciato il microfono all'assessore regionale alla sanità Manuela Lanzarin, la quale ha fornito qualche informazioni sui vaccini anti-Covid. Le prime dosi dovrebbero arrivare allo Spallanzani di Roma il giorno di Natale. Dallo Spallanzani, i vaccini saranno poi spediti a tutte le regioni ed il primo lotto per il Veneto è composto da 875 dosi. «Arriveranno a Padova il 27 dicembre e stiamo ancora ragionando su come distribuirli alle varie Ulss - ha detto Lanzarin - Comunque saranno somministrate a personale sanitario e ad ospiti e operatori Rsa».

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