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Verona, querele, botta-e-risposta e tv pubblica: infuria come non mai il caso "Report-Tosi"

Il sindaco denuncia il giornalista di Rai3 Sigfrido Ranucci e il caso del presunto ricatto in video finisce in parlamento con interrogazioni da destra (Brunetta di Forza Italia) e sinistra (Rotta del Pd)

Il sindaco che querela il giornalista di Report per diffamazione. La deputata che presenta un'interrogazione parlamentare per ribadire la necessità di libertà d'informazione dopo il "caso Report". Il sindaco che risponde per le rime alla deputata sul "costruire un dossier diffamatorio contro un politico per distruggerne l'immagine alla vigilia di una campagna elettorale". E la deputata che replica al sindaco, spalleggiata dai suoi colleghi di partito. Questi gli ingredienti della querelle in corso da diversi giorni (settimane) a Verona. Protagonisti sono il sindaco Flavio Tosi che ha querelato il giornalista Sigfrido Ranucci della trasmissione di Rai3 e l'onorevole Pd alla Camera, Alessia Rotta. Alle ultime dichiarazioni del primo cittadino scaligero, è arrivata la nota dell'esponente di centrosinistra.

"Fa sorridere la veemenza con cui il sindaco Tosi reagisce alla notizia di una semplice interrogazione parlamentare sul caso Ranucci. Si tratta di un testo che non prende le difese di nessuno, ma chiede semplicemente che venga garantita la libertà di informazione nella concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo. Sorprende tanta agitazione in città, non solo da parte del sindaco Tosi ma anche da parte di altre autorità che si sentono toccate dal caso Ranucci. E' altrettanto curioso il fatto che il querelato sia solo Ranucci e non invece chi ha diffuso il video". Le parole di Rotta arrivano a pochi minuti di distanza da quelle di Alessio Albertini e Orietta Salemi, rispettivamente segretario provinciale e cittadino del Pd. "Che cosa ha da temere Tosi? Prima la inconsueta querela preventiva, poi il suo ragionamento sofistico sul concetto di diffamazione e, infine, l'indispettito e infantile attacco alla deputata Pd dicono chiaro che il sindaco non sa a che armi o a che santi votarsi e allora non resta che l'attacco gratuito al vetriolo".
 

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