Turismo a Verona, Tosi: «In calo. L'assessore Briani ammetta le sue colpe»

Per l'ex sindaco, il settore turistico è stato penalizzato dall'attuale assessore alla cultura, la quale però ritiene che le presenze in città siano leggermente aumentate

Turisti a Verona (Foto di repertorio)

I dati statistici certificati dalla Regione Veneto sui turisti che questa estate hanno soggiornato a Verona non sono ancora stati diffusi, ma è proprio il turismo il terreno di scontro tra l'amministrazione comunale e l'opposizione.

L'assessore alla cultura del Comune di Verona Francesca Briani ha dato una valutazione positiva dell'attuale stagione turistica, in linea con i primi quattro mesi dell'anno, dove sono leggermente cresciute le presenze dei visitatori in città. In crescita, infatti, sono finora i turisti che si sono rivolti all'ufficio di informazione e accoglienza turistica e sono state anche vendute in maggiore quantità rispetto all'anno scorso le Verona Card valide per 48 ore.
La valutazione dell'assessore Briani è stata però definita «surreale» dal consigliere comunale Flavio Tosi, secondo cui il turismo a Verona è in calo.

La Briani dovrebbe dire la verità e dovrebbe ammettere le sue colpe, in particolare per quello che concerne le iniziative culturali che lei ha ridotto, riducendo così anche il turismo - è la critica di Tosi - In più di due anni non è stata allestita nemmeno una grande mostra e adesso finalmente a novembre arriva quella di Goldin, ma dopo quasi due anni e mezzo di vuoto. La Briani quando si è insediata ha inopinatamente interrotto il ciclo da noi programmato di grandi mostre tutto l'anno, questo chiaramente incide sul turismo, in particolare in bassa stagione. Non solo, sul Cortile di Giulietta la Briani ha tergiversato per due anni e tutt'ora la situazione è in alto mare, solo perché non si è voluto accogliere il progetto Mox già definito dalla mia amministrazione. La Cena di Gala in piazza Erbe che portava movimento e turismo è sparita, da quando c'è Sboarina non si fa più. La vicenda del Teatro Romano poi è emblematica: dopo la farsa dei tre bandi sul direttore artistico, l'Estate Teatrale Veronese è stata consegnata allo Stabile del Veneto e quindi a Venezia, che ha interessi differenti da Verona. Infine la tassa di soggiorno raddoppiata e la mazzata finale delle telecamere in uscita dalla Ztl che, in ambito turistico, ha portato un danno colossale alla ristorazione. Nel frattempo si vogliono rovinare anche i mercatini di Natale, con un bando sulla gestione che si chiude ai primi di settembre. Ora, a parte l'insensatezza di aprire un bando in questo periodo dove il Paese è in ferie, la gestione dei mercatini di Natale è sempre stata ad appannaggio di chi li ha ideati, adesso viene fuori questa gara e non si capisce con quale prospettiva.

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