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Verona Capitale della Cultura , opposizioni lamentano poco coinvolgimento

Tommaso Ferrari di Traguardi: «Auspichiamo una maggiore disponibilità da parte dell'amministrazione a costruire un vero cantiere cittadino». E il PD aggiunge: «Disposti a collaborare se saremo coinvolti»

La presentazione del dossier con cui Verona si candida a Capitale della Cultura 2022

«La presentazione del dossier per Verona Capitale della Cultura 2022 non può che rendere felice un movimento come il nostro che per primo, già nel 2017, aveva spinto per la candidatura, e nell’estate 2018 aveva addirittura organizzato un convegno molto partecipato per riflettere sulle potenzialità di Verona in questo campo». È stato questo il commento del consigliere comunale di Traguardi Tommaso Ferrari, dopo la presentazione di «Verona 2022. La Cultura apre nuovi mondi», il documento con cui il capoluogo scaligero si è candidato per diventare Capitale Italiana della Cultura nel 2022. «Ribadiamo la nostra disponibilità a collaborare con le istituzioni per migliorare, arricchire ed espandere il progetto - ha aggiunto Ferrari - Auspichiamo, soprattutto, una maggiore disponibilità da parte dell’amministrazione a costruire un vero cantiere cittadino per raccogliere idee e spunti per immaginare il rilancio culturale di Verona».

Insomma, dall'opposizione giungono richieste di maggiore apertura rivolte all'amministrazione comunale. Un'apertura che secondo il Partito Democratico, finora, non c'è stata. «L'amministrazione ha avuto più di un anno di tempo per condividere anche con il consiglio comunale i contenuti della proposta da presentare per diventare Capitale della Cultura 2022, ma non l'ha fatto - hanno scritto il segretario PD di Verona Luigi Ugoli, insieme ai consiglieri comunali Stefano Vallani, Elisa La Paglia e Federico Benini - In tutti questi mesi, malgrado le nostre richieste, non è stata convocata nemmeno una commissione consiliare. Non dubitiamo che il dossier possa essere all'altezza del compito, ma non possiamo certo definirlo frutto di un lavoro condiviso. Meglio sarebbe dire frutto di un lavoro esternalizzato, appaltato e poi presentato alla città. Non siamo in grado nemmeno di dire in che misura gli altri enti siano stati fattivamente coinvolti o se siano stati soltanto interpellati. Il dato politico è che l'amministrazione si è cacciata in posizione di isolamento anche su una candidatura che aveva, e può continuare ad avere, il massimo sostegno da parte di tutte le forze politiche. Abbiamo sempre creduto, e continuiamo a crederlo, che questa sia una grande opportunità per la città. Siamo pertanto disposti a collaborare, purché torni ai consiglieri la possibilità di essere coinvolti per il bene comune».

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