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Mercoledì, 21 Febbraio 2024
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Il sindaco Tommasi al Quirinale per la celebrazione del Giorno del Ricordo: «Molte famiglie di Verona hanno vissuto questa triste vicenda»

Invitato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il primo cittadino scaligero ha affiancato l'oratore ufficiale della cerimonia a Roma, il docente veronese Davide Rossi che insegna all'università di Trieste

Una cerimonia solenne nella Sala dei Corazzieri alla presenza di ministri e autorità, alla quale il primo cittadino veronese Damiano Tommasi ha partecipato su invito del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, per ricordare la triste pagina della storia del Novecento con i massacri delle foibe e l’esodo della popolazione Giuliano-Dalmata. «Questa vicenda ha toccato da vicino la nostra comunità - ha dichiarato nell'occasione il sindaco Damiano Tommasi - ed essere qui oggi è sicuramente una grande emozione. Molte sono le famiglie di Verona che hanno vissuto, direttamente o indirettamente, questa triste vicenda, dimostrando grande spirito di accoglienza».

Oratore ufficiale della cerimonia è stato il veronese Davide Rossi, docente di Storia del diritto medievale e moderno dell’Università di Trieste. Alla ricorrenza è intervenuto anche Marco D’Agostino, un altro veronese, presidente del Comitato provinciale e consigliere nazionale di Verona dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia.

Il Giorno del Ricordo è stato fissato il 30 marzo 2004. Scelto come data per mantenere vivo nella memoria degli italiani i trattati di Pace di Parigi del 10 febbraio 1947, dove l’Italia oltre alle colonie cedeva le Provincie di Zara e del Carnaro alla Jugoslavia, mentre Trieste e parte dell’Istria andavano a costituire il TLT (Territorio Libero di Trieste). Il 30 marzo 2004, la Repubblica Italiana ha istituito questa solennità civile proprio per, come riporta la Legge, «conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo degli istriani, fiumani e dalmati e della più complessa vicenda del confine orientale».

Zaia: «La testimonianza storica deve essere indirizzata soprattutto ai giovani»

Anche il presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, ha ricordato le vittime delle foibe e la vicenda degli esuli giuliano dalmati in occasione del Giorno del Ricordo che si celebra il 10 febbraio. «Abbiamo il dovere - ha dichiarato il presidente Zaia - di conoscere e far conoscere la storia di chi ha trovato la morte nelle foibe e delle centinaia di migliaia di connazionali che con l’esodo lasciarono la loro terra e ogni loro avere, incalzati dalla violenza e per una scelta di libertà. La testimonianza storica, come ho detto anche all’incontro con la Comunità Ebraica di Venezia nel Giorno della Memoria commemorando la Shoah, deve essere indirizzata soprattutto ai giovani. Solo conoscendo la realtà di cosa è accaduto possono far crescere in loro la consapevolezza che non può esserci giustificazione storica di fronte a simili drammi dell’umanità. Che non deve esserci spazio, e tanto meno negazionismi, per tragedie originate dall’odio, dalla discriminazione etnica e dalla follia di chi si sente in diritto di sopraffare l’altro».

Sui social è inoltre intervenuto così anche il presidente della Camera, il veronese Lorenzo Fontana: «È fondamentale preservare e tramandare la verità storica delle atrocità commesse dalle milizie di Tito. Onoriamo la memoria delle vittime delle foibe e ricordiamo la tragedia dell'esodo giuliano-dalmata. Una preghiera per chi ha sofferto». Per conoscere tutte le iniziative del Comune di Verona in occasione del Giorno del Ricordo è possibile consultare l'apposito sito web.

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