Crisi di Governo, subito al voto o taglio dei parlamentari? Partiti divisi

Lega e 5 Stelle erano in disaccordo anche quando governavano insieme e continuano ad esserlo. Mentre il Partito Democratico fatica a trovare una linea unitaria

Il Governo del Cambiamento ormai al tramonto

Ha gli orizzonti ancora nebulosi l'attuale crisi di governo, che probabilmente questa settimana sarà formalizzata. Il Movimento 5 Stelle punta tutto sul taglio dei parlamentari, la cui approvazione farebbe slittare la data di possibili nuove elezioni. La Lega, invece, vuole andare a votare il prima possibile. E quindi, ancora una volta, Lega e 5 Stelle sono divisi, anche se adesso non hanno più l'onere di governare il paese, vista la sfiducia di Salvini a Conte. Ma ad essere diviso è anche il Partito Democratico, con i renziani che potrebbero addirittura uscire dal partito per fondare un nuovo soggetto politico che provi a tenere in vita questa legislatura; mentre la linea ufficiale del PD, esposta dal segretario Zingaretti, sembra essere quella di andare subito al voto.

Posizioni che si leggono anche nelle dichiarazioni degli esponenti veronesi dei vari partiti. La deputata Francesca Businarolo, del Movimento 5 Stelle, scrive: «Non vediamo l'ora di tornare in aula e, a differenza di altri, di prenderci le nostre responsabilità. Mi auguro che quanto accaduto non pregiudichi l'approvazione della riduzione dei parlamentari, per la quale manca solo una votazione alla Camera. E vediamo se la Lega la voterà: sono i loro parlamentari, checché ne dicano, a temere di perdere le poltrone. Il Movimento 5 Stelle ha dimostrato di essere la forza responsabile di questo governo, quella che ha rispettato i patti e fatto le riforme».

Il deputato veronese del PD Diego Zardini parla invece al suo partito, a cui chiede di evitare liti. «Il PD dovrebbe avviare subito una discussione negli organi dirigenti a cui mi auguro partecipino anche i segretari regionali e i gruppi parlamentari, per trovare una linea unitaria - ha detto Zardini - Alimentare le polemiche interne prima ancora di aver cominciato a discutere delle risposte che diamo alle sofferenze del Paese è perfettamente inutile oltre che dannoso».

Il voto anticipato, invece, lo sogna il presidente del Veneto Luca Zaia e con lui anche il consigliere regionale veronese Stefano Casali, di Centro Destra Veneto. «I veneti non hanno visto nessuna volontà di realizzare l'autonomia differenziata e ciò è davvero vergognoso. Prima di andare alle urne, è indispensabile scongiurare l'aumento dell'Iva che sarebbe un disastro per l'economia già in drammatica crisi. Inoltre, si deve concretizzare la riduzione dei parlamentari, per la realizzazione della quale manca una sola votazione alla Camera dei Deputati. Raggiunti questi due fondamentali risultati si torni a votare urgentemente».
Una posizione, quella di Casali, diversa da quella della Lega. Il partito di Salvini vuole andare al voto subito, in autunno, per capitalizzare il prima possibile quanto indicano i sondaggi. La Lega, infatti, è attualmente il primo partito in Italia e potrebbe ottenere la maggioranza in Parlamento, alleandosi con Fratelli d'Italia e Forza Italia.

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