Dopo l'annuncio di Sboarina, l'opposizione attacca sul Central Park

Le parole del sindaco di Verona, pronunciate in occasione della consegna dei lavori per la Tav Verona-Vicenza, hanno portato alle reazioni di Michele Bertucco e Federico Benini

L'area dell'ex Scalo Merci ferroviario di Verona

Le opposizioni tornano ad attaccare l'amministrazione comunale di Verona sui progetti per la città, in particolare questa volta è stato preso di mira il Central Park, lanciato durante la campagna elettorale del 2017 e oggetto di un sopralluogo nel gennaio 2020, citato dal sindaco Sboarina il 10 agosto come un'opera legata alla Tav Verona-Vicenza

Michele Bertucco, consigliere comunale di Verona e Sinistra in Comune, si chiede quale sarà la proposta della maggioranza, visto che oltretutto sarebbero scaduti i  termini per la presentazione del masterplan. 
«Il 5 luglio 2019 con delibera di giunta veniva sottoscritto un protocollo d’intesa tra Comune, Regione e Ferrovie per la riconversione a “parco urbano” dell'ex scalo merci (limitatamente alle aree non interessate dal progetto di Alta Velocità/ Alta Capacità) e per la creazione di una “nuova” e non meglio precisata “polarità urbana”.
Ora siamo in agosto 2020, i termini per la costituzione del tavolo tecnico (15 giorni) e per l’elaborazione della proposta (12 mesi) sono abbondantemente spirati, ma non si è ancora visto nulla.
Che cosa dobbiamo aspettarci, se mai verrà formulata una proposta? In primo luogo, il protocollo d’intesa chiarisce che la superficie da destinare a verde sarà la metà di quella totale. Secondo, la parte verde del central park sarà “luogo fisico di atterraggio degli interventi di valorizzazione di iniziativa privata che necessitino, nell’ambito del Comune di Verona, del reperimento degli standard urbanistici a verde”. Vale a dire che gli standard urbanistici maturati in interventi edilizi vari in giro per la città verranno trasferiti allo scalo merci per rinverdire la superficie destinata a parco. È evidente che il bilancio ecologico resterà negativo su scala comunale.
Non da ultimo, la nuova polarità urbana sarà costituita da “un mix di funzioni tra le quali, a titolo esemplificativo, strutture a carattere turistico-ricettivo e attrezzature di interesse collettivo e sportivo”. Cosa ben diversa da quanto ha fatto credere finora il Sindaco».

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Federico Benini, capogruppo del Partito Democratico in consiglio comunale, rincara poi la dose.
«In campagna elettorale del 2017 aveva presentato un rendering (in realtà scopiazzato dalla proposta dei comitati cittadini) a dimostrazione che il central park, da realizzare sul 100% della superficie dell’ex scalo merci, era cosa praticamente già fatta.
A più di 3 anni di distanza, però, constatiamo che sono seguite soltanto chiacchiere, e un impegno a definire un mero progetto di massima. Oggi, con la visita del Ministro dei trasporti Paola De Micheli a Verona, Sboarina lancia l’ennesimo annuncio: “ancora pochi giorni per definire il progetto” dice. Ma si tratta dell’ennesima promessa al vento.
La smobilitazione dello scalo merci di Porta Nuova è un’operazione complessa, incompatibile, per tempi e modalità, con gli impegni presi dal Sindaco con gli elettori che finora sono stati soltanto presi in giro.
Un quota notevole della grande superficie, probabilmente il 50%, come prevedeva il precedente accordo tra Rfi e Comune di Verona, sarà infatti utilizzata dalle Ferrovie per finanziare lo spostamento dello scalo stesso.
Chiediamo al Sindaco di smetterla di raccontare favole e dire la verità ai veronesi: in che misura e con quali costi è possibile riconvertire a parco lo scalo merci?
Lo invitiamo inoltre ad occuparsi anche di quel verde che non dipende da terzi: l’attuazione del Parco dell’Adige; l’approvazione del nuovo piano del verde; l’aumento del verde pubblico a disposizione dei quartieri sono tutti interventi che si attendendo da anni, e non dipendono da nessun altro all’infuori dell’amministraizone comunale».

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