Carenza di personale all'Inps di Verona, Businarolo interroga Di Maio

La deputata veronese del Movimento 5 Stelle ha presentato un'interrogazione rivolta al vicepremier. «Servono concorsi che prevedano espressamente la disponibilità a lavorare nelle sedi sottodimensionate»

Foto di repertorio

Circa un mese fa, il lavoratori della sede Inps di Verona denunciarono una forte carenza di personale con una protesta davanti alla sede dell'istituto in via Cesare Battisti. Negli ultimi cinque anni, il numero dei dipendenti è sceso circa del 20% e anche le ultime assunzioni previste a livello nazionale non hanno portato a Verona neanche un nuovo operatore.

La questione è finita in Parlamento con un'interrogazione della deputata veronese del Movimento 5 Stelle Francesca Businarolo.

La situazione è insostenibile - ha spiegato Businarolo - gli operatori Inps veronesi, sono oberati da carichi di lavoro insostenibili e da procedure inadeguate che necessitano di continui aggiornamenti, mentre i collegamenti informatici funzionano a singhiozzo e non sono in grado di reggere il traffico di dati. Ma anche gli strumenti offline mancano: dalla stampante che rimane senza toner, alla difficoltà di reperire comune materiale da cancelleria.
I dipendenti di area B si trovano a svolgere lo stesso lavoro di quanti hanno il contratto di area C, nonostante le notevoli differenze di stipendio. Un problema anche per l'utenza, dato che questa situazione mette ulteriormente a rischio i servizi. Infine, va sottolineata la peculiarità turistica della nostra provincia. Gli stagionali che lavorano sul Garda aumentano la richiesta di Naspi, ma espletare questo numero di pratiche risulta impossibile.

L'interrogazione della parlamentare 5 Stelle è diretta al ministro Luigi di Maio. «Siamo alla vigilia dell’introduzione dello strumento del reddito di cittadinanza - ha detto Businarolo - uno strumento che ha grandi potenzialità, ma ci devono essere le condizioni per farlo funzionare. Ecco perché, accanto ai Centri per l'Impiego, è necessario intervenire anche sugli sportelli Inps. Verona non può essere, da questo punto di vista, la periferia dell'impero: servono concorsi che prevedano espressamente la disponibilità a lavorare nelle sedi sottodimensionate».

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