Domenica, 17 Ottobre 2021
Politica Veronetta / Ponte Nuovo

Consolidamento di ponte Nuovo, forse nel 2020. Bertucco: «È urgente»

Se dal governo di Roma arriverà il via libera sull'uso dell'avanzo di amministrazione, si potrebbero liberare risorse per i lavori sul ponte, che comunque non dovrebbero partire a breve

La manfrina che l'amministrazione sta facendo sulla sicurezza di ponti e cavalcavia comincia a diventare di cattivo gusto.

A ritenerlo è Michele Bertucco, consigliere comunale di Verona e Sinistra in Comune, dopo aver appreso le intenzioni del Comune di Verona riguardanti gli eventuali consolidamenti necessari per alcuni ponti cittadini. L'amministrazione scaligera li stava monitorando anche prima del crollo del ponte Morandi di Genova e, se dal governo di Roma arriverà il via libera sull'uso dell'avanzo di amministrazione, si potrebbero liberare risorse per i lavori al ponte Nuovo, lavori che però potrebbero cominciare dal 2020. Nel frattempo sono già state investite risorse per la progettazione dei lavori per alcuni cavalcavia. «L'intervento su Ponte Nuovo deve essere realizzato il prima possibile - contesta Bertucco - Indipendentemente dalla eventualità che il governo permetta di svincolare parte dell'avanzo di amministrazione». 

Salvini e Di Maio hanno tante responsabilità ma non quella di assicurare gli interventi necessari la cui urgenza è nota da più di 10 anni - prosegue il consigliere comunale di opposizione - Nel sopralluogo del 22 giugno 2005 si evidenziava infatti "la mancanza di copriferro e l'avanzato stato di corrosione delle barre di armatura longitudinale, unitamente alla parte inferiore delle staffe". Ma da allora è stato un continuo susseguirsi di altre verifiche e di nuovi sopralluoghi, nel 2006, 2010, 2011 e nel 2012, come se il ponte nel frattempo potesse aggiustarsi da solo. Per arrivare al progetto definitivo da 3,3 milioni di euro occorre attendere il dicembre 2016. Sono passati altri due anni e ancora non abbiamo una data certa dell'intervento. Ricordiamo che la decisione di chiudere il ponte ai mezzi pesanti e di disegnare ai lati due corsie ciclabili non venne presa da Tosi in un'ottica di sviluppo della mobilità sostenibile ma per ragioni di sicurezza. Le relazioni tecniche mettevano infatti in evidenza che "mentre le tre travi centrali appaiono ben conservate, e le travi di bordo sono moderatamente degradate, quelle in corrispondenza della transizione tra marciapiede e sede stradale hanno subito un gravissimo attacco che ne ha seriamente compromesso la capacità portante". La maggioranza di Federico Sboarina ci aveva fatto credere che c'era la volontà di rimettere l'attività amministrativa sui giusti binari, invece si continua con il solito andazzo di incuria e indifferenza: la manutenzione ordinaria non viene eseguita e quando gli interventi diventano urgenti e indifferibili è sempre un problema trovare i fondi col rischio di mettere a repentaglio la sicurezza dei cittadini.

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