Mercoledì, 16 Giugno 2021
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Vino senza alcol ma con l'acqua, Sartori: «Proposta di Bruxelles è assurda»

«Se l’Ue accogliesse questo indirizzo i nostri vini classici veronesi, sarebbero solo degli antichi ricordi», spiega il presidente di Casa Vinicola Sartori. Ma l'europarlamentare De Castro chiarisce: «Nessuna norma potrà essere imposta ai viticoltori»

«La proposta di Bruxelles di una dealcolazione parziale e totale del vino che verrebbe sostituito con l’acqua, oltre ad essere rischiosa per garantire la qualità dei prodotti del settore, è un’idea assurda e senza senso». Lo dichiara in una nota Andrea Sartori, presidente di Casa Vinicola Sartori, in merito al tanto discusso tema della parziale apertura a livello Ue ai vini senza alcol, registrata durante i negoziati sulla riforma della Pac (Politica agricola comune). «La tradizione enologica italiana è prima nel mondo e le aziende vitivinicole a essa collegate sono un patrimonio, non solo nazionale ma internazionale, che fan parte delle eccellenze "Made in Italy". Una folle idea - spiega Andrea Sartori - che potrebbe cancellare 120 anni di storia della nostra cantina, che ha fatto della territorialità, della qualità, della ricerca del prodotto e dell’innovazione un’eccellenza mondiale».

Lo stesso presidente Sartori quindi aggiunge: «Se l’Ue accogliesse questo indirizzo i nostri vini classici veronesi, etichette doc come la Valpolicella, il Soave, il Bardolino, il Bardolino Chiaretto o il Corte Brà Amarone della Valpolicella Classico d.o.c.g. sarebbero solo degli antichi ricordi, che verrebbero sostituiti da surrogati che potrebbero essere prodotti da chiunque, favorendo la contraffazione e arrecando all’enogastronomia italiana un danno economico incalcolabile».

Sul punto, non a caso, è intervenuto anche l’europarlamentare della Lega Paolo Borchia, il quale in merito alla vicenda ha parlato apertamente di un «pesante attacco al Made in Italy che danneggia i nostri vini non tutelando le eccellenze locali, dall'Amarone al Valpolicella e al Prosecco, prodotti DOC e DOCG che il mondo intero ci invidia». Lo stesso Paolo Borchia ha poi aggiunto: «Anziché proteggere le nostre aziende, Bruxelles decide di abbassare la qualità dei prodotti. Il malcontento verso Bruxelles deriva da una serie di iniziative della Commissione che partono da tutele di interessi delle lobby e non dall'ascolto del territorio. Si rischia così di compromettere la voce principale dell’esportazione del nostro Paese, per questo ho presentato un'interrogazione alla Commissione europea chiedendo precisazioni sul tema». 

Secondo quanto dichiarato da Paolo De Castro, coordinatore agricoltura del Gruppo S&D al Parlamento europeo, in realtà «nessuna norma potrà essere imposta ai viticoltori, perché la scelta finale su un'eventuale modifica del proprio prodotto rimarrà nelle loro mani, con i necessari cambiamenti dei rigidi disciplinari interni di produzione Dop e Igp». Lo stesso De Castro aggiunge: «Noi restiamo convinti che un vino senza alcol non può essere definito tale - prosegue De Castro in una nota -, per questo il Parlamento si è sempre espresso contro, anche se comprendiamo le opportunità commerciali e d'export che vini a basso tenore alcolico avrebbero in alcuni mercati». Per l'europarlamentare Pd Paolo De Castro, «in ogni caso, alla base di qualunque decisione e futura norma in materia, le informazioni riportate sulle etichette dovranno essere chiare per tutti i consumatori, dando loro la possibilità di compiere scelte di acquisto pienamente informate anche in merito alle pratiche enologiche eventualmente utilizzate per consentire l'estrazione di alcol, soprattutto nel caso in cui questo avvenga tramite l'aggiunta di acqua».

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