Zaia sull'emergenza Covid-19 in Veneto: «Sarà l'ultimo weekend con queste restrizioni»

Il presidente della Regione Luca Zaia: «Questo virus si farà sentire fino ad aprile e siamo preoccupati per gennaio». Sul Dpcm di Natale: «Io sono contrario allo "stato di polizia", perché è necessario invece coinvolgere la popolazione»

 

«Speriamo di essere nella parte alta della curva, vedete che anche gli aumenti giornalieri sono contenuti, ma resta il problema della diffusione del contagio», ha dichiarato Zaia nel corso dell'odierna conferenza stampa, e poi ha aggiunto: «Sarà l'ultimo weekend con queste restrizioni, perché il nuovo Dpcm probabilmente non le prevederà. Certo resta la preoccupazione, perché già abbiamo visto che ieri con il black friday i centri cittadini si sono riempiti».

Il presidente del Veneto ha quindi detto che «la partita per restare zona gialla l'abbiamo fatta perché essere in quella arancione avrebbe significato avere i confini tra Comuni chiusi». Poi Zaia ha chiarito: «Non vorrei che si pensasse che restiamo in zona gialla solo perché abbiamo i posti in terapia intensiva, perché questo è solo uno dei parametri che stabilisce le fasce di rischio. Lo sforzo che abbiamo fatto lo abbiamo fatto per avere un minimo di economia, non posso pensare che ora la zona gialla sia un problema, perché evidentemente qualcuno non ha capito cosa voglia dire essere in zona arancione con i confini tra Comuni chiusi e obbligo di girare con l'autocertificazioe sempre».

Circa la durata dell'emergenza, il governatore del Veneto ha detto: «Questo virus si farà sentire fino ad aprile e siamo preoccupati perché a gennaio ci sarà una congiuntura astrale terribile, con il coronavirus e la campagna di vaccinazione antinfluenzale». Zaia ha poi sottolineato un punto assai rilevante: «Non possiamo pensare che il virus sia un problema degli ospedali e basta, non si può non vedere che ci sono 3 mila persone che hanno bisogno di cure, ma non si può nemmeno pensare che questa sia una sfida solo delle istituzioni, dobbiamo vincerla come popolo. Per questo chiedo a tutti di indossare le mascherine ed evitare gli assembramenti. Se noi non abbiamo la collaborazione dei cittadini, - ha chiarito Zaia - noi da questa cosa non ne veniamo fuori».

Il presidente Zaia ha poi annunciato che nelle prossime ore ci saranno dei confronti con il Governo per il nuovo Dpcm "natalizio", evidenziando così la sua posizione: «Sarà un Dpcm fondamentale, io sono contrario allo "stato di polizia", perché è necessario invece coinvolgere la popolazione». In merito alla riapertura delle scuole, il presidente del Veneto ha detto: «Riteniamo sia sbagliato pensare di riaprire il 9 dicembre, per quanto non ci sia ad oggi perveuta richiesta ufficiale, ma se ne parla solo sui giornali. Il problema non sono i trasporti e qui nessuno vuole la Dad nelle scuole, tutti noi vogliamo la didattica in presenza, ma negare i focolai nelle scuole non è possibile». Sempre sul tema Dpcm di Natale, Zaia ha ribadito: «Io chiederò che si sia rigorosi sugli assembramenti, ma dirò anche che tra tutti gli affollamenti quelli per lo sci sono senza dubbio i meno importanti».

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