Cronaca Borgo Roma / Via Golino

Spara al cugino al collo e simula un'agguato, arrestato Sinti

Tutto falso in base alle ricostruzioni della polizia di Verona, intervenuta per indagare sulla misteriosa sparatoria del gennaio scorso in via Golino. Era stato il parente ad aprire il fuoco contro il 33enne

Nessun agguato. Sarebbe stata un'invenzione. Un Sinti è stato arrestato dalla Squadra mobile di Verona per aver ferito, pare accidentalmente, un cugino con una pistola di grosso calibro. Non fu quindi un agguato quello dello scorso 17 gennaio, quando un sinti disse che, mentre stava camminando con l'indagato, si avvicinò un'auto dalla quale un uomo con il viso travisato sparò 1-2 colpi. Il proiettile attraversò il collo e si conficcò in una mano. La vicenda destò un'enorme eco nella città scaligera.

La Mobile, però, interrogando più volte la vittima di 33 anni, il cugino e alcuni parenti non credeva alla ricostruzione, anche alla luce di alcune analisi tecniche balistiche. L'indagine è stata particolarmente difficile per l'atteggiamento omertoso dell'ambiente a cui appartiene la vittima, ma la polizia è riuscita a chiarire che il ferimento avvenne in casa dell'indagato, presenti anche la moglie e i quattro figli. I due nomadi, residenti da tempo nella Bassa veronese, avevano dichiarato di essere stati aggrediti da alcuni spari nei pressi della fermata del bus di via Golino, quando uno di loro sarebbe stato raggiunto da due colpi di pistola, uno al collo e uno al polso, mentre era in compagnia del cugino. L'uomo era stato immediatamente trasferito al policlinico di Borgo Roma per le grav condizioni in cui era ridotto. La prognosi, inizilamente riservata, era stata sciolta dopo i miglioramenti fisici.

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