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Pestati con mazza da golf per averli guardati: ecco come agivano i Sinti

I quattro giovani nomadi arrestati dalla polizia martedì scorso (due sono ancora latitanti) mancano tutt'ora di un movente: in pratica picchiavano solo per il gusto di fare male

Il capo del gruppo sarebbe Derek Viviani, l'unico dalla fedina penale pulita ma anche il più pericoloso. Secondo la Procura e dal giudice per le indagini preliminari, Laura Donati, sarebbe proprio il 21enne al vertice della banda di nomadi sgominata un paio di giorni fa dalla Squadra Mobile della polizia di Verona. Pestaggi brutali, aggressioni senza pietà e soprattutto senza motivo. Sfugge proprio il movente. Quello per cui i sei Sinti (quattro sono in carcere, due, tra cui un minore, sono latitanti) agivano. Tuttavia non è escluso che picchiassero e mandassero all'ospedale le persone solo per il gusto di menare le mani  e di far male. Oltre a Viviani, il capo incensurato, della gang facevano parte Alessio Hodorovich, 23 anni, Gesuel Hudorovich, 25, e Patrick Hodorovich, 21enne.

BRUTALI PESTAGGI SENZA MOTIVO IN CITTA': SEI NOMADI ARRESTATI

Tutti sono finiti davanti al giudice Paolo Scotto di Luzio per l'interrogatorio di garanzia. Da martedì i quattro sono in carcere con le accuse di lesioni aggravate per i fatti contestati e avvenuti il 19 febbraio e il 10 marzo, come segnala l'Arena. In quei giorni Viviani e il minorenne del gruppo si erano accaniti su tre giovani con una mazza da golf, arrivando anche a sfondare la scatola cranica ad uno di loro. La mazza, data la violenza di colpi, si era persino spezzata in due. Un'aggressione feroce, in un bar di via Monreale, Borgo Milano, per la quale i due responsabili si sono guadagnati anche l'accusa di tentato omicidio. Attimi di pura follia, quella sera, dopo l'aggressione di poche ore prima ad un cingalese in un parcheggio. Secondo la ricostruzione della Procura la furia omicida sarebbe scatenata per futili motivi: i tre li avevano guardati passare mentre erano fuori dal bar. Il coordinamento cittadino di Forza Nuova ha annunciato ieri che martedì prossimo, 23 luglio, organizzerà un presidio davanti al campo nomadi di Forte Azzano su strada La Rizza, dove risiedevano i presunti aggressori prima di finire in galera.

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