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Condanna di Sganzerla per le coltellate a Laura Roveri: "Pazzo di gelosia, voleva uccidere"

A maggio è arrivata la condanna per il tentato omicidio di Laura Roveri inflitta al commercialista Enrico Sganzerla. Ora a settembre sono state depositate le motivazioni della sentenza

Nel maggio 2015, il commercialista Enrico Sganzerla è stato condannato a 7 anni e 6 mesi di reclusione per tentato omicidio. Il 12 aprile 2014 aveva preso a coltellate la sua ex Laura Roveri fuori dalla discoteca Victory di Vicenza. Ora a settembre sono state depositate le motivazioni della sentenza. Come si legge su L'Arena, l'attacco alla giovane è stato premeditato e non si è concluso con la morte della ragazza solo per caso e per l'intervento di un body guard della discoteca. L'intenzione dell'uomo pazzo di gelosia sarebbe stata di porre fine alla vita della ex fidanzata. Sganzerla avrebbe voluto punirla perchè Laura Roveri non solo si era rifiutata di tornare a casa con lui, ma sarebbe stata anche in compagnia di un altro uomo quella sera.

Su L'Arena, alcuni stralci della sentenza emessa dal giudice Massimo Gerace: "Sembra certo che l'imputato (difeso dagli avvocati Luca Bronzato e Nicola Avanzi) abbia volontariamente aggredito Laura Roveri pugnalandola ripetutamente nella zona del capo e del collo col coltello che aveva prelevato dall'auto portandolo con se all'interno del locale. Deve ritenersi inoltre che dalle risultanze emerga l'idoneità degli atti posti in essere da Sganzerla per provocare la morte della Roveri. Infatti i colpi furono inferti con un coltello provvisto di una lama di 9 centimetri; e si trattò di plurimi fendenti ravvicinati, vibrati con forza». Tali fendenti provocarono profonde ferite e furono inferti con una furia tale che solo l'intervento dell'uomo della sicurezza del locale riuscì a far cessare. Deve essere dichiarata la penale responsabilità dell'imputato in ordine al delitto di tentato omicidio aggravato dalla premeditazione e al reato di porto abusivo di coltello".

Sempre nella sentenza riportata da L'Arena, si legge che tra Enrico Sganzerla e Laura Roveri c'era "un tormentato rapporto in cui i due, pur reciprocamente attratti, nutrivano tuttavia intenzioni diverse. Sganzerla, pur dedito amorosamente a Laura Roveri, era restio a impegnarsi in una relazione stabile, essendo tuttavia morbosamente geloso di lei. E per contro lei, a fronte della ritrosia di lui a impegnarsi in un progetto di vita comune, non solo rivendicava, ma aveva anche deciso di ostentare il proprio diritto alla più assoluta libertà nei contatti e nelle frequentazioni. Libertà che l'imputato non riusciva ad accettare e vivere serenamente".

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