Verona, collettore del Garda, il Consiglio di bacino approva il progetto. Ma ora servono 85 milioni

I lavori per la sponda veronese saranno affidati al gestore del servizio idrico Ags, Azienda Gardesana Servizi. Il via libera del preliminare servirà come strumento per reperire i soldi necessari a pagare l'intervento

Foto dal web

Si conclude con un via libera un iter, lungo e tortuoso, cominciato nel 2011. Il Consiglio di Bacino Veronese ha approvato il progetto preliminare del collettore del lago di Garda per gli “interventi di riqualificazione del sistema di raccolta dei reflui". Il costo del progetto comporta investimenti complessivi di oltre 85 milioni di euro. I lavori per la sponda veronese saranno affidati al gestore del servizio idrico integrato dell’area gestionale del Garda, ossia Ags, Azienda Gardesana Servizi.

Il percorso è iniziato a dicembre 2011, quando i sindaci di tutto il territorio veronese, riuniti in assemblea, avevano approvato il potenziamento e l'adeguamento del collettore consortile "area del Garda" per un costo di 67 milioni. Il Piano d’ambito, sempre del 2011, prevedeva l’intervento di adeguamento dell’intero collettore del Garda per un importo complessivo di 74,1 milioni di euro, di cui 67,7 a carico della tariffa del servizio idrico integrato e 6,4 relativamente a opere di acque bianche (l’importo del progetto di complessivi 85 milioni di euro, perché comprende anche opere di fognatura bianca e vasche di prima pioggia dell’alto lago). L’intervento, tuttavia, non era stato inserito nel Piano degli interventi 2014-2017 di Ags SpA dato che, attualmente, non aveva previsto di sostenere un investimento di tale portata senza contributi a fondo perduto: il progetto preliminare è così considerato un valido strumento di programmazione al fine del reperimento delle risorse economiche necessarie per sostenere l’investimento.
A partire da ora verranno avviati approfondimenti e integrazioni da parte di Ags: a tutela dell’ambiente (in modo da consentire la valutazione dei reali benefici in termini ambientali) e in termini di sostenibilità e ricaduta sulle tariffe, che non dovranno gravare pesantemente sui veronesi.
L’approvazione del progetto preliminare segna anche i primi passi della nuova governance del Consiglio di Bacino Veronese, la cui presidenza è stata riaffidata a Mauro Martelli, e che vede rinnovato anche il comitato istituzionale, composto da Claudio Melotti, sindaco di Bosco Chiesanuova, Valentino Rossignoli, vicesindaco di Sanguinetto, Giampaolo Provoli sindaco di San Bonifacio e Luca Sebastiano, sindaco di Lazise.
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