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Verona, area da vendere per insediare un imponente centro commerciale: indagini al Consorzio Zai

La Procura apre l'inchiesta. Nel registro degli indagati risultano iscritte tre persone, tra cui il presidente Matteo Gasparato. L'ipotesi è di concussione per un progetto in realtà mai portato a compimento. Si ribadisce: "Ikea non c'entra nulla"

Il Consorzio Zai a Verona

L’ipotesi che ha mosso polizia giudiziaria e Procura verso il Consorzio Zai è quella di concussione. Secondo l’accusa ci sarebbe da chiarire una vasta operazione immobiliare concordata nei mesi scorsi. Logico pensare alle grandi opere attese a Verona o agli enormi insediamenti commerciali, tipo Ikea. Quest’ultima però non c’entra. In realtà si tratta di un progetto che alla fine non è mai andato in porto. Cerca di mettere i puntini sulle “i”, come si dice, il pm Beatrice Zanotti. Al vaglio c’è la presunta concussione per cui risultano iscritti nel registro degli indagati tre persone: il presidente del Consorzio Zai, Matteo Gasparato, Elio Nicito, ex membro del Consiglio d’amministrazione e ora consigliere della “Quadrante servizi” e una terza persona.

Al centro dell’inchiesta una grande area di proprietà del Consorzio: secondo le ricostruzioni Nicito presenta a Gasparato quella persona che ora si è dichiarata parte offesa. Quest’ultima avrebbe avanzato proposte di compravendita immobiliare per far sorgere un imponente centro commerciale. Sarebbero avvenuti così alcuni colloqui culminati con la richiesta dell’intermediario di conoscere il nome di un tecnico che potesse occuparsi delle perizie. Gasparato gli girò così un nominativo di fiducia. Se non che l’affare saltò e l’intermediario sporse denuncia, facendo partire le investigazioni. Le accuse che rivolge ai vertici del Consorzio sono appunto legate alle consulenze. Per l'intermediario si sarebbe trattato di un ricatto perchè se non si fosse rivolto ai due privati segnalati l'accordo sarebbe saltato. Ipotesi rigettata dalla controparte che confessa che fu il professionista dell'immobiliare a chiedere un nome.

Il numero uno Gasparato si dice, sulle pagine del Corriere Veneto, “tranquillo”: negli scorsi giorni avrebbe infatti risposto a tutte le domande del pm.

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