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Cronaca Caprino Veronese / Piazza Roma

Poste Italiane, rinviato il piano di riorganizzazione: speranza per gli uffici veronesi

Il Governo ha rimandato l'entrata in vigore del piano di riorganizzazione generale del servizio di consegna della posta, grazie agli interventi dei parlamentari a favore dei comuni delle zone montane

Agli inizi di ottobre doveva entrare in vigore il piano di riorganizzazione generale di Poste Italiane, ma il Governo lo ha stoppato almeno fino al 31 dicembre 2015. Come riporta L'Arena, il Governo ha dichiarato che dovrà essere svolta una "verifica sui volumi reali di corrispondenza da parte dell'Autorità garante delle comunicazione con l'obiettivo di evitare disservizi e diminuzione della qualità".

Il perchè dell'intervento del Governo lo spiega su L'Arena il parlamentare veronese del Partito Democratico, Diego Zardini: "Questo è il risultato dell' intervento e della presa di posizione da parte dei deputati dell'Intergruppo parlamentare per lo Sviluppo della Montagna e di numerosi sindaci italiani, sulla scorta anche di proteste arrivare nei giorni scorsi dalle organizzazioni sindacali e di 190 giornali aderenti alla Fisc. Avevamo ragione quando abbiamo denunciato che il nuovo piano di distribuzione andava a creare diversi livelli di cittadinanza, penalizzando fortemente chi vive nelle zone rurali e montane. Sarebbe aumentato il divario con chi abita nei centri urbani, dove addirittura la corrispondenza, lettere e giornali, sarebbero arrivati due volte al giorno". Secondo il nuovo piano, in alcune zone, la posta sarà consegnata a giorni alterni.

A Verona, il presidente della Provincia Antonio Pastorello aveva incontrato a settembre i sindaci dei comuni più colpiti dal nuovo assetto di consegna della posta e si era deciso di ricorrere al Tar per salvaguardare le piccole località, non solo montane. Come riporta L'Arena, i territori più svantaggiati sono le frazioni di Costalunga a Monteforte, Pesina a Caprino, San Briccio a Lavagno, Pacengo a Lazise, Sandrà a Castelnuovo, Coriano ad Albaredo, Asparetto a Cerea, Cà degli Oppi a Oppeano e Correzzo a Gazzo.

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