Giovedì, 21 Ottobre 2021
Cronaca Centro storico / Piazza Brà

Maltempo a Verona, il Genio civile: "Se continua a piovere siamo spacciati"

Interventi di ricostruzione su argini e territori critici: "Servirebbero almeno due mesi per ripristinare le protezioni". Intanto la politica si interroga a Roma: lite tra Lega e Pd sulle responsabilità

La stima dei danni ora è in mano al Genio civile che forse, dopo tre giorni di affanni e allarmi, può ragionare sugli interventi da compiere. Il livello di allerta ora si è tramutato in "urgenza". Quella che serve per sistemare proni, canali, casse di espansione e mettere in sicurezza strade e ponti. Per ora il dirigente del Genio, interpellato dai quotidiani locali, ammette che sono stati realizzati solo interventi "tampone" e che se la pioggia non cesserà nemmeno questo weekend il territorio è "fregato". Secondo gli esperti, infatti, non è ancora giunto al termine il lavoro per la ricostruzione dei sistemi di protezione. Servirebbero addirittura un paio di mesi.

I punti dolenti sono sati messi in luce, purtroppo, dall'alluvione stessa: San Bonifacio, in primo luogo e a Monteforte. Preoccupano quindi ancora molto i livelli del Tramigna e della zona dell'Aldegà. Situazione allarmante anche ad Avesa, per il rio Lorì e a Roncada. Ma alla fine un po' tutto il Veronese sembra un campo di battaglia: e a combattere sono sempre gli stesi che hanno subito le inondazioni di case, campi e negozi nel 2010. I vari Tramigna, Alpone, Fibbio, Squaranto e Bacchiglione non hanno concesso un solo minuto di respiro, e anche laddove nella provincia scaligera la situazione appariva sotto controllo, c'erano gli argini confinanti col Vicentino a gettare nella disperazione le famiglie. Tutti in allarme, comprese le zone di Montorio e Quinzano, dove le frane hanno colpito le strade e per un soffio non si è sfiorata la seconda tragedia. Una donna è rimasta intrappolata nella sua auto e trascinata in una scarpata. E' finita in ospedale in gravi condizioni. A Lavagno ieri era lutto cittadino per la morte di un 58enne, morto mentre cercava di mettere a riparo la sua casa e travolto dall'acqua che gli ha fatto crollare addosso un muretto.

LE REAZIONI POLITICHE - A muoversi, oltre i tecnici, sono ora i politici veronesi che siedono in parlamento a Roma. Da un lato il leghista Matteo Bragantini ha chiesto un sistema di leggi "più snello", in grado di "dare gli strumenti per mettere in sicurezza i fiumi". Da troppo tempo, secondo l'ex coordinatore provinciale veronese sono in vigore leggi che per motivi "ecologisti tropo rigidi" hanno impedito la pulizia e la manutenzione degli argini. Il centrosinistra dei parlamentari Pd Alessia Rotta, Vincenzo D´Arienzo e Diego Zardini invece punta il dito contro il presidente della Regione, Luca Zaia. Secondo loro il "Commissario straordinario per gli interventi di messa in sicurezza del territorio" non avrebbe lavorato a dovere dove e quando era necessario. E avanzano interrogazioni parlamentari per chiedere l'intervento del Prefetto per velocizzare tutte le pratiche locali.

STIMA DEI DANNI - Per domani, giovedì 23 maggio, intanto il presidente Giovanni Miozzi ha indetto un incontro, alle 14e30, in Sala Civica al Castello di Salizzole, per delineare le criticità su campi e coltivazioni della Bassa veronese, gravemente danneggiata dal persistente maltempo.

L'incontro è stato promosso dai Comuni di Salizzole, Albaredo d'Adige, Angiari, Bevilacqua, Bonavigo, Boschi Sant'Anna, Bovolone, Buttapietra, Casaleone, Castagnaro, Cerea, Concamarise, Erbè, Gazzo Veronese, Isola della Scala, Isola Rizza, Legnago, Minerbe, Nogara, Oppeano, Palù, Ronco all'Adige, Roverchiara, sanguinetto, San Pietro di Morubio, Sorgà, Terrazzo, Vigasio e Villabartolomea. Gli intensi e continuativi eventi piovosi che hanno interessato il territorio hanno avuto pesanti conseguenze nella gestione dell'attività agricola. L'impossibilità di svolgere le operazioni di semina nei tempi stabiliti e i danni alle coltivazioni in atto determineranno una forte riduzione dei quantitativi raccolti ed un sicuro danno qualitativo, con gravi ripercussioni economiche che ricadranno direttamente sul settore agricolo e su tutto l'indotto.

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