Cronaca Veronetta / Regaste Redentore

In 9 a bordo di un pullman con Titoli di Viaggio falsi cercano di raggiungere la Germania

L'autista di un bus di tratte internazionali, ha avvisato la questura scaligera di alcuni dubbi su alcuni passeggeri somali che lo avevano insospettito e gli uomini delle Volanti sono subito giunti sul posto

Sono finiti in manette a causa dell'inasprimento delle pene decretato verso la fine di aprile. Non sono criminali, solo profughi in fuga da guerra e disperazione ma questo non è bastato loro per evitare il provvedimento

L'autista del pullman di un'agenzia che fa tratte internazionali, ha avvisato la questura scaligera intorno alle 19 di lunedì che qualcosa non andava. Il mezzo era partito da Napoli, poi aveva fatto tappa a Roma dove aveva caricato quelle nove persone con i documenti che non lo convincevano ed infine era arrivato in piazzale XXV Aprile a Verona, per la sosta lunga dell'ora di cena. L'uomo ricordava di un suo collega, fermato in Austria con persone a bordo in possesso di Titoli di Viaggio per stranieri falsi (un documento che sostituisce il passaporto per rifugiati politici e persone in fuga dal proprio paese), che aveva passato dei brutti momenti per questo motivo e lui non voleva correre questo rischio. 

Giunti sul posto, gli uomini delle Volanti hanno deciso di portare negli uffici di Lungadige Galtarossa le nove persone. Qui i loro Titoli sono stati comparati con un originale in possesso dei poliziotti. Alcune piccole discrepanze li hanno convinti che si trattava di documenti falsi, che sono stati comunque inviati alla polizia provinciale per la perizia, insieme a quattro permessi di soggiorno: tutti risultati poi fasulli. 
Inizialmente tutti contrari al fotosegnalamento, i nove sono stati portati a Montorio. Sette di loro il giorno seguente hanno deciso di cedere alle richieste delle forze dell'ordine, mentre due donne si sono lasciate prendere le impronte digitali solo il giorno dopo ancora.

Si trattava di nove persone di nazionalità somala che affermavano di aver pagato 500 euro il biglietto (a fronte dei circa 50 euro del costo reale), per dirigersi a Gliwice, in Polonia, dove poi avrebbero preso una altra linea per raggiungere Amburgo. Un giro piuttosto strano, che allunga notevolmente la strada per arrivare in Germania e che fa pensare agli inquirenti che si tratti di un altro espediente delle organizzazioni criminali per far arrivare in profughi nel nordeuropeo. 

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