Giovedì, 24 Giugno 2021
Cronaca Lungolago Giuseppe Garibaldi, 17

Troppi minuti passati in acqua esanime e per Silvia non c'è stato niente da fare

Un colpo preso alla testa al momento del tuffo nel Garda potrebbe essere stato fatale alla 20enne bellunese, che ha tragicamente perso la vita all'ospedale di borgo Trento dopo essere stata recuperata in località Pioppi a Peschiera

Silvia Doriguzzi - Foto Facebook

Troppi minuti trascorsi in acqua dopo aver perso i sensi, probabilmente a causa di una botta in testa presa durante il tuffo, e ogni tentativo di salvarla alla fine si è rivelato vano. Silvia Doriguzzi aveva 20 anni, originaria di Pieve di Cadore ma residente a Igne, frazione del comune bellunese di Longarone, e da qualche tempo era domiciliata a Peschiera del Garda con degli amici, in attesa di iniziare a lavorare come barista, ma all'alba di mercoledì è diventata una delle tante vittime del lago di Garda. 

Stando alla ricostruzione dei carabinieri competenti in zona, insieme ad un gruppetto di sette amici, Silvia avebbe trascorso una serata in allegria dove non sarebbe mancato qualche bicchiere, dopodiché, intorno alle ore 5, i giovani avrebbero deciso di fare un bagno nella zona di lido Pioppi, sempre a Peschiera. Tutti sono riemersi e tornari in spiaggia, a parte Silvia: lo spirito festoso si sarebbe dunque tramutato in preoccupazione e urla disperata, al punto che dal proprio camper ad un certo punto è uscito Mauro Trinca Rampelin, ispettore Superiore della Polizia di Stato Mauro Trinca Rampelin, appartenente all’Ufficio Polizia di Frontiera Aerea di Verona/Villafranca, che si stava godendo qualche giorno di villeggiatura insieme alla famiglia. 
Rampelin si è avvicinato al gruppetto e dopo essersi fatto spiegare cosa era accaduto, insieme ad un amico della giovane si è recato sul pontile da dove si erano lanciati in acqua e nel mentre ha avvisato i carabinieri. Da lì i due sono riusciti a scorgere il corpo e si sono lanciati per recuperarlo, mentre i carabinieri erano già arrivati sul posto e stavano per raggiungere il punto indicato. Nonostante la profondità, Rampelin è riuscito ad afferrare la giovane che è stata poi issata sul pontile dai militari, che senza perdere un secondo hanno iniziato le manovre di rianimazione cardiopolmonare. Gli uomini dell'Arma sono andati avanti per una decina di minuti, prima di lasciare le operazioni in mano al personale del 118 giunto in ambulanza: dopo altri 20 minuti il cuore di Silvia aveva ricominciato a battere, ma le sue condizioni sono apparse comunque gravi. 

È scattata così la corsa alla clinica Pederzoli, dove la 20enne è stata ricoverata in terapia intensiva, prima di essere trasferita all'ospedale di Borgo Trento. Quella quindicina di minuti trascorsi sott'acqua, probabilmente a causa di un trauma cranico, alla fine però le sono risultati fatali: non sono serviti infatti tutti i disperati tentativi di salvarle la vita e la giovane si è spenta nel tardo pomeriggio in ospedale. 
Non ci sarebbero particolari ombre sulla dinamica della vicenda e neanche ipotesi di reato. Si sarebbe tratto di un'inspiegabile tragedia. 

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Troppi minuti passati in acqua esanime e per Silvia non c'è stato niente da fare

VeronaSera è in caricamento