Cronaca Centro storico / Piazza Brà

Scoperti oltre 50 falsi contratti di lavoro per ottenere il permesso di soggiorno

Nell'ambto di un'indagine partita nel 2014, la Guardia di Finanza è riuscita a scoprire un vero e proprio sodalizio criminale che lucrava sugli immigrati. Un imprenditore veronese coadiuvato da dei complici offrivano in cambio di denaro, falsi contratti di lavoro al fine di ottenere il permesso di soggiorno

La Guardia di Finanza di Verona, coordinata dalla locale Procura della Repubblica, in collaborazione con la Questura di Verona e personale ispettivo dell’INPS, ha scoperto un’organizzazione criminale che consentiva a soggetti extracomunitari di ottenere o rinnovare, dietro pagamenti in denaro, il permesso di soggiorno attraverso falsi contratti di lavoro. L’indagine, avviata nel 2014 in materia di contrasto al lavoro nero, ha permesso di scoprire un sodalizio orchestrato da un imprenditore veronese, titolare di una ditta operante nel settore della lavorazione dei metalli, di fatto risultata totalmente inesistente in quanto non era dotata di locali aziendali né di alcuna attrezzatura.

L’imprenditore si avvaleva della collaborazione di una consulente del lavoro operante nel salernitano che si occupava della redazione della falsa documentazione e di un cittadino nigeriano che aveva il compito di reperire gli stranieri da mettere in regola. In particolare, i responsabili avevano predisposto con modalità fraudolente le buste paga e le altre certificazioni di lavoro dipendente (modelli Unilav, CUD, modelli F24 ecc.) per dimostrare alla Questura di Verona il possesso dei requisiti necessari per ottenere il permesso di soggiorno. Le indagini hanno permesso di scoprire che ogni lavoratore pagava una somma di denaro variabile tra i 200 ed i 750 euro.

I controlli effettuati dalle Fiamme Gialle hanno consentito di ricostruire oltre cinquanta falsi rapporti di lavoro dipendente che sono stati segnalati alla locale Questura per l’eventuale diniego o revoca del permesso di soggiorno richiesto. I responsabili sono stati denunciati alla Procura della Repubblica di Verona per il reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. L’operazione congiunta, evidenzia il fenomeno sempre più frequente di chi sfrutta l’immigrazione per il proprio tornaconto personale, impiegando lavoratori extracomunitari “in nero” o in maniera irregolare al fine di non pagare né imposte né contributi ottenendo, al contempo, un evidente vantaggio concorrenziale.

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