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Lunedì, 16 Maggio 2022
Cronaca Borgo Trento / Via IV Novembre

Fermato di notte con chiodi e martello: in manette il presunto "foratore seriale" di pneumatici

I carabinieri hanno eseguito l'ordinanza del Gip e portato in carcere un trentenne ritenuto il responsabile dei raid vandalici denunciati all'inizio del 2022 dai residenti dei quartieri a nord di Verona. L'uomo dovrà anche rispondere dell'accusa di atti persecutori nei confronti di una cittadina

Sarebbe stato individuato ed arrestato l'autore dei numerosi raid vandalici che ad inizio 2022 hanno fatto disperare i residenti di alcuni quartieri cittadini. Nel pomeriggio di giovedì 10 febbraio infatti i carabinieri della stazione di Parona Valpolicella hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip di Verona su richiesta della Procura, nei confronti di un uomo accusato dei reati di danneggiamento aggravato continuato, violenza privata aggravata e atti persecutori. 
Come detto, si tratterebbe del "foratore seriale" di pneumatici d'auto, cui i militari sarebbero riusciti a dare un volto ed un nome. Nel periodo compreso tra il 2 e il 15 gennaio, oltre un centinaio di questi episodi sono stati segnalati all'Arma da cittadini residenti nelle zone Nord della città: da Quinzano a Valdonega, senza risparmiare Avesa, Ponte Crencano e Borgo Trento

Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica scaligera, hanno preso il via già dalla prima denuncia arrivata in caserma, alla quale ne sono poi seguite molte altre. Gli elementi preliminari sono stati raccolti dai carabinieri della stazione di Parona Valpolicella, attraverso alcuni servizi mirati di controllo sul territorio, che sono stati intensificati nell'arco notturno, la fascia oraria preferita dal "foratore seriale" per mettere a segno i propri raid. 
E già pochi giorni dopo il primo episodio di danneggiamento, le forze dell'ordine hanno intercettato nella zona di Avesa, intorno all'una di notte, un trentenne trovato in possesso di vari arnesi senza avere un giustificato motivo, tra cui chiodi, una tenaglia e un martello. L'attività investigativa è poi andata avanti, trovando minuziosi riscontri sul territorio, oltre che dalle immagini dalla Polizia di Stato e dall'analisi delle celle telefoniche, che avrebbero permesso mano a mano di confermare il quadro accusatorio a carico del sospettato. 

Dall'analisi dei vari episodi sarebbe inoltre emerso che, nello stesso frangente, l’uomo avrebbe iniziato a molestare e disturbare ripetutamente una vicina di casa, posizionando in più di un’occasione viti e chiodi sulla strada davanti al cancello della sua abitazione. 
Gli accertamenti svolti dagli investigatori, oltre alla semplice indole vandalica che lo avrebbe spinto a danneggiare le vetture in sosta, avrebbero consentito di acclarare le continue e reiterate condotte persecutorie nei confronti della donna, già vittima di molestie in passato da parte dell’uomo e per questi fatti già condannato.
Un quadro che dunque ha permesso al gip del tribunale di Verona di emettere la misura di custodia cautelare in carcere. 

«Un’altra operazione che tutela il nostro territorio – afferma il sindaco Federico Sboarina -. Non posso che congratularmi con le nostre Forze dell’Ordine e ringraziare, a nome di tutti i veronesi, l’Arma dei Carabinieri e il Comandante Pietro Carrozza. Settimane di indagini silenziose hanno portato all’arresto del ‘foratore seriale’ di pneumatici, diventato un vero e proprio incubo per interi quartieri della zona di Borgo Trento, che hanno vissuto con l'ansia di trovare bucate le auto in sosta. Da subito sono partite le indagini per riportare ai residenti la necessaria serenità, escludendo le ipotesi più fantasiose. Infatti, nessuna baby gang e nessun allarme sicurezza, ma chi nelle settimane scorse ha strumentalizzato la vicenda ha solo alimentato nei cittadini paure infondate. Invece, la nostra città è in mani sicure e siamo orgogliosi dei nostri militari dell’Arma, una certezza per Verona e la nostra comunità, così come le altre Forze dell’Ordine con le quali c’è forte sinergia e spirito di collaborazione. Questa è la riprova che mentre i professionisti lavorano, c’è sempre chi si riempie la bocca di parole gettate al vento».

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