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Soldi e patenti

Soldi e patenti

"Patenti facili", conclusa l'inchiesta della Procura. Coinvolti 25 indagati

Sono un funzionario della Motorizzazione, i responsabili e i titolari di alcune scuole guida. I candidati che pagavano soldi extra, avrebbero ottenuto le risposte all'esame di teoria ed un esame di pratica "semplificato"

Sono terminate le indagini della Procura di Verona sui presunti illeciti compiuti da un funzionario della Motorizzazione, dai responsabili e dai titolari di alcune scuole guida, i quali avrebbero guadagnato soldi extra suggerendo le risposte agli esaminati durante le prove di teoria, oppure facendo svolgere delle prove di pratica "facilitate" a coloro che avevano pagato per essere sicuri di ottenere la patente di guida.

Il sistema che concedeva "patenti facili" a chi accettava di pagare anche 2.500 euro era stato segnalato alle forze dell'ordine nel maggio dello scorso anno e le prime indagini avevano permesso nel dicembre scorso di arrestare il funzionario della Motorizzazione e il titolare di un'autoscuola. Tutti gli altri soggetti presumibilmente coinvolti erano stati denunciati ed indagati. Ora le indagini sono terminate, come riporta Fabiana Marcolini su L'Arena, e le 25 persone che riceveranno gli avvisi di fine indagine avranno venti giorni per chiedere di essere interrogati e quindi fornire la loro versione dei fatti.

Il sistema illecito ha preso il nome di «tic-tac», come il suono dello scatto di una penna che si apre e si chiude. Era questo il segnale usato dal funzionario della Motorizzazione per comunicare segretamente le risposte esatte agli esaminati. Così, sarebbe riuscito, con la compiacenza di alcuni titolari di scuole guida, a far passare l'esame di teoria anche a candidati che non sapevano neanche leggere l'italiano.

I reati contestati al funzionario sono falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale e truffa ai danni dello Stato perché avrebbe attestato che i candidati avevano svolto gli esami di teoria e pratica in maniera regolare, quando invece i candidati sarebbero stati aiutati.
Il funzionario e il titolare della scuola guida arrestato, inoltre, devono rispondere in concorso del reato di corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio. Mentre in concorso con responsabili e titolari di altre ventuno scuole guida, il funzionario della Motorizzazione è accusato anche di abuso d'ufficio.

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