Patenti facili in cambio di soldi: funzionario Motorizzazione e titolare autoscuole arrestati

L'indagine che ha coinvolto l'intera provincia scaligera vede indagate ben 22 persone

Frame dal video in cui si vede il funzionario della Motorizzazione aiutare i candidati all'esame per la patente

Un doppio filone d'indagine, in capo alla sezione di polizia giudiziaria della Procura di Verona, l'altro alla polizia stradale scaligera, ha portato all'arresto di un funzionario della Motorizzazione Civile (V. V. M.) e di un titolare di un'autoscuola (D. F.). Nel complesso sono stati ben 22 i soggetti denunciati ed ora indagati nell'ambito del cosiddetto fenomeno delle "patenti facili". Di fatto, il rilascio di numerose patenti, si è scoperto avvenire grazie alla complicità di un funzionario, il quale aiutava i candidati, previo pagamento di somme che oscillavano a seconda dei casi tra i 1000 e i 2.500 euro, durante i test.

Nel caso del quiz, il funzionario, grazie al sistema denominato del "tic-tac", impiegava una penna a scatto per suggerire se una risposta era vera oppure falsa. Per quanto riguarda invece la prova pratica, lo stesso esaminatore faceva durare la guida all'esame un tempo nettamente inferiore al dovuto (2/3 minuti contro i 20 circa obbligatori), facendo svolgere peraltro dei tragitti agevolati, pressoché lineari e senza difficoltà. 

Immagini dalla conferenza stampa in questura e del denaro sequestrato

I soggetti che hanno sfruttato questo meccanismo criminoso per ottenere la patente di guida, sono in larga maggioranza persone extracomunitarie, con difficoltà linguistiche e dunque impossibilitate persino a comprendere le domande dei quiz. Le indagini sono iniziate lo scorso giugno, a seguito di alcune segnalazioni da parte di candidati, ai quali era stata prospettata l'ipotesi di elargire una somma extra di denaro per essere così sicuri di superare i test. Grazie anche alle intercettazioni telefoniche, oltre che alle riprese video e a una serie di pedinamenti e appostamenti, gli agenti della polizia sono riusciti ad ottenere un quadro piuttosto completo ed esauriente delle varie dinamiche criminose.

«Si tratta, purtroppo, di un fenomeno diffuso a macchia di leopardo in tutta la provincia veronese, - ha spiegato il Comandante della polizia stradale Girolamo Lacquaniti - e che come detto vede coinvolte numerose autoscuole. Il funzionario della Motorizzazione arrestato, aveva una media di promozioni storiche, su 226 candidati, pari a 221, un dato che ha insospettito gli stessi vertici della Motorizzazione, i quali lo avevano inizialmente trasferito da questo incarico, ma a seguito di un ricorso amministrativo era dovuto essere ricollocato».

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Il video che ritrae l'esaminatore aiutare nei test i candidati

Tra i reati contestati, oltre a quello della corruzione, vi sono l'abuso d'ufficio e per il funzionario anche di falso e truffa, a fronte del numero di ore di lavoro dichiarate e per il quale otteneva il rimborso, ampiamento gonfiato rispetto al tempo lavorativo effettivo. In totale la polizia ha sequestrato ben 66mila euro in contanti, ritrovati in possesso del funzionario della Motorizzazione, denaro che si presume sia, in parte o in toto, frutto dell'illecita attività messa in atto in combutta con l'altro soggetto arrestato, vale a dire il titolare di diverse autoscuole nella Bassa veronese. 

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Sui rischi che una simile truffa comporta, anche e soprattutto per chi onestamente una patente se l'è meritata e ogni giorno guida sulle strade correttamente, si è voluto soffermare in particolar modo il Comandante della polstrada Lacquaniti: «Il rischio per la sicurezza di tutti dinanzi ad un fenomeno come quello delle "patenti facili" è evidente a chiunque. - ha spiegato il Comandante - A titolo esemplificativo posso solo ricordare il contenuto di un'intercettazione tra i due arrestati, colti al telefono mentre uno dei due si trovava proprio alla guida della sua macchina, si trattava del titolare delle autoscuole, e all'improvviso un'altra vettura gli ha tagliato clamorosamente la strada. Dopo le prime imprecazioni, il suo commento ironico al telefono con il complice è poi stato: "A quello si vede che la patente gliela abbiamo data noi". Grasse risate tra loro, - ha quindi concluso il Comandante Lacquaniti - ma il problema è che di mezzo ovviamente rischiamo di andarci anche tutti noi automobilisti».

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