Manca il numero legale, il Consiglio non vota la mozione sulla prostituzione

Nessuna votazione la ma discussione c'è stata. Civica per Verona: "Apriamo un dibattito costruttivo". PD: "La tematica non può essere banalizzata in questo modo". FI: "Documento assurdo"

Si è chiuso alle 21.05 di ieri, 14 luglio, il Consiglio comunale di Verona per mancanza del numero legale (presenti in aula 17 consiglieri), sulla discussione della mozione, a firma dei consiglieri di Civica per Verona Giorgio Pasetto, Katia Maria Forte, Donatella Bovo, Marco Bacchini, Ansel Davoli e dei consiglieri della Lega Nord Barbara Tosi e Cristiano Maccagnani, che impegnava la Giunta a "far propria la volontà di abrogare la Legge Merlin ed istituire le nuove case di appuntamento".

"Si tratta di un fenomeno non certo in calo, che - hanno dichiarato i consiglieri della Lega Nord Barbara Tosi e Cristiano Maccagnani - non può rimanere senza una precisa regolamentazione che, se da una parte potrebbe garantire effettive verifiche sanitarie e sostegni psicologici per chi lo esercita, dall’altra permetterebbe allo Stato un controllo sul gettito fiscale oggi calcolato intorno ai 5 miliardi".

"Dispiace che si debba sempre scivolare nella polemica politica - ha aggiunto il consigliere di Civica per Verona Ansel Davoli - tutti siamo contrari alla prostituzione, questa mozione vuole tentare l'apertura di un dibattito costruttivo che porti alla valutazione di soluzioni diverse oltre al totale diniego di questo problema".

"Si tratta di una tematica complessa - ha affermato il capogruppo PD Michele Bertucco - che non può essere banalizzata in questo modo. Non si tratta di moralismo o meno, ma di dare un peso effettivo ad un problema forte che da sempre le società si sono trovate a dover gestire".

"Questione che non può essere affrontata senza una precisa analisi e, soprattutto - ha dichiarato il consigliere del Gruppo misto Alberto Zeger - senza conoscere il complesso mondo che vi ruota attorno. Legalizzare la prostituzione non risolve nulla, come dimostrano i negativi risultati ottenuti da paesi che hanno percorso questa strada".

"Se volessimo affrontare con serietà questo problema - ha sottolineato il consigliere PD Elisa La Paglia - dovremmo imporci come amministratori un preciso programma di intervento a tutela di chi per questo viene sfruttato e non certo per approvare soluzioni semplicistiche che non portano da nessuna parte".

"Sono cosciente - ha sottolineato il consigliere Movimento 5 Stelle Riccardo Saurini - che con la riapertura delle case non si eliminerebbe la prostituzione di strada e lo sfruttamento, punti che andranno comunque sempre contrastati, ma si potrebbe forse offrire una possibilità per l’avvio di una legale organizzazione di questo fenomeno".

Infine, per il capogruppo FI Daniele Polato: "questo documento è assurdo, di nessuna utilità, che non avrà alcun peso sul Governo o su chi può fare concretamente qualcosa. Temi di questo tipo non possono arrivare in Consiglio ed essere trattati come argomenti di nessun peso".

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