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Spari contro le case a Castel D'Azzano: il racconto dei vicini

Ieri notte un 50enne in evidente stato confusionale ha aperto il fuoco con la sua carabina contro le abitazioni di via Scuderlando. Ecco cosa hanno sentito i vicini di casa

L'intero paese è uscito spaventato e stupito dalla notte di ieri, quando, verso le 2.40, un uomo del luogo, Paolo Lonardi, 51 anni, disoccupato e incensurato, ha impugnato la sua carabina ed ha deciso di fare fuoco dalla finestra della sua abitazione in via Scuderlando al civico 163. I colpi sono stati esplosi in direzione della case vicine, verso muri, porte e finestre. Gli scoppi hanno richiamato alla finestra uno dei vicini, un uomo di 60 anni che abita a pochi metri in linea d'aria dalla casa di Lonardi, rimasto ferito da uno dei proiettili di piombo vaganti. A quel punto sono stati allertati i carabinieri della stazione di Castel D'Azzano, che sono prontamente intervenuti inviando sul posto un'autopattuglia e arrestando il responsabile del caos cittadino.

SCOPPI NELLA NOTTE - I colpi di carabina esplosi a notte inoltrata non hanno certo lasciati indifferenti i vicini: in molti, oltre al 60enne ferito dai pallini di Lonardi, si sono infatti svegliati e si sono affacciati alla finestra per capire cosa stesse succedendo. L'aria compressa del fucile produceva botti che, all'alba delle tre di notte, in molti hanno interpretato come una sparatoria giù in strada, forse tra le forze dell'ordine e qualche malvivente. Ma le ipotesi si sono sprecate: c'è chi ha pensato a una fuga di gas finita con il botto, chi ha temuto in un qualche incidente stradale, qualcuno ha anche creduto potesse trattarsi di un buontempone armato di petardi, magari in vena di festeggiamenti dopo la vittoria dell'Hellas. Solo guardando dalla finestra il vicinato ha quindi capito cosa stava succedendo.

DOPO GLI SPARI - Gli abitanti di via Scuderlando che non si sono svegliati per i colpi di fucile hanno comunque finito per alzarsi quando sul posto sono arrivati i militari dell'Arma. La strada era letteralmente gremita di gente mentre i carabinieri suonavano al campanello di Lonardi. L'uomo, stando a quanto raccontano i vicini, è apparso da subito in evidente stato confusionale. Ha minacciato di chiamare il 112 se "quella gente" in strada non l'avesse lasciato in pace. I dirimpettai di Lonardi hanno assistito ancora scossi all'ingresso degli uomini del nucleo radiomobile a casa del loro vicino e hanno poi visto l'uomo venire portato in caserma. Qualcuno ha anche potuto sentire le frasi sconnesse pronunciate dal "cecchino", che sembrava prima negare ogni colpa e poi borbottare in maniera confusa che "c'era gente che gli voleva del male", che aveva "dei problemi" e delle "questioni da sistemare", ma se ne stava finalmente "occupando". 

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