Verona e l'amore che finisce. Escalation di divorzi e separazioni in Anagrafe

Son ben 234 i casi di divorzi registrati negli Uffici di via Adigetto dal 1 gennaio di quest'anno fino a giugno. Un dato spiegabile soprattutto con la semplificazione delle procedure necessarie avvenuta di recente

Sarà un segno dei tempi che cambiano, sarà che la “modernità liquida” di cui tanto si parla coinvolge anche le relazioni sentimentali, ma sta di fatto che a Verona sempre più persone scelgono di troncare una relazione in precedenza suggellata dal vincolo del matrimonio. Stando ai dati forniti dall’Anagrafe del Comune sono, infatti, ben 234 i casi di divorzio registrati nel periodo che va da gennaio a giugno 2014. È da rilevare come a partire da maggio sia entrata in vigore la legge che regolamenta il divorzio breve, consentendo a chi desidera separarsi di farlo in tempi compresi tra i sei e i dodici mesi presso i normali tribunali.
Ma a registrare un vero successo a Verona, è stata piuttosto la nuova opportunità offerta dal Comune a tutti i suoi cittadini che, per un motivo o per un altro, hanno deciso di procedere a una separazione consensuale, di svolgere tutte le pratiche necessarie semplicemente presso gli sportelli dell’Anagrafe. In funzione della legge 162 del 2014 per chi desidera divorziare o modificare le proprie condizioni di separazione, non è più dunque necessario rivolgersi a un giudice, ma è possibile intraprendere due strade alternative: trovare un accordo mediato da un ufficiale di stato civile, o qualora nella coppia vi fosse la presenza di figli a carico minorenni o incapaci di mantenersi autonomamente, svolgere la procedura dinanzi a un normale avvocato. Entrambe le pratiche, ed è appunto questa la reale semplificazione, si possono tranquillamente svolgere presso gli Uffici di Via Adigetto, comportando così per il tribunale un effettivo sgravio di procedure civili e per i singoli cittadini un contenimento delle spese. Si spiegano soprattutto così i dati che, come riportato dal quotidiano l’Arena, vengono ribaditi dall’Assessore ai Servizi Demografici Alberto Bozza e dalla dirigente dell’Ufficio Anagrafe Paola Zanchetta: “Da gennaio a fine giugno sono stati conclusi 144 procedimenti di separazione consensuale e divorzio congiunto, di cui 31 tramite negoziazione assistita e 113 tramite ufficiale di stato civile.” A tali procedimenti è necessario poi sommare anche altre “50 pratiche con appuntamento già fissato e ulteriori 40 fascicoli non ancora completi”. Facendo un rapido calcolo comprensivo di festività varie ed eventuali, da quando l’iniziativa ha preso piede, si arriva facilmente a computare una media giornaliera di circa due pratiche di divorzio o separazione. Il caro vecchio “divorzio all’italiana”, con tutte le sue lungaggini annesse, pare dunque essere destinato a diventare soltanto un lontano e sbiadito ricordo. O almeno così sembra. Ciò che è certo è che per tutti i residenti veronesi, o anche per chi abbia celebrato il matrimonio nella cittadina scaligera, è sufficiente intraprendere un percorso molto semplificato per porre fine alla propria relazione di coppia: richiedere un primo appuntamento in Anagrafe per certificare la consensuale richiesta di divorzio o separazione e, trascorsi trenta giorni durante i quali ogni tipo di ripensamento è pur sempre lecito, ripresentarsi per confermare la propria decisione. Il tutto per una cifra complessiva di circa 16 euro. Si comprende bene allora come mai una simile iniziativa abbia ottenuto tanto successo e in modo così trasversale, coinvolgendo coppie di giovani e di anziani, di cittadini italiani e stranieri.

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