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Innamorarsi dopo i 65 anni? Per l'82% dei veronesi è ancora possibile

Secondo un'indagine dell'Osservatorio di Reale Mutua dedicato al welfare, per i residenti dell'area scaligera la vecchiaia è un periodo di opportunità e pienezza, e non solo di riposo

Altro che declino. Per i veronesi la terza età è sempre più un periodo di pienezza e possibilità, una fase in cui la vita ha ancora molto da offrire e dove poter realizzare progetti e sogni nel cassetto. E persino innamorarsi. Al punto che ben l’82% pensa che sia possibile, e ormai sempre più comune, iniziare una relazione autentica e soddisfacente dopo i 65 anni.
È quanto emerge dall’Osservatorio di Reale Mutua dedicato al welfare1.

Instaurare una relazione in età avanzata migliora la vita di chi è solo da molti punti di vista, dicono gli abitanti di Verona: per il 51% essere in coppia è un motivo in più per mantenersi attivi e dedicarsi insieme alle passioni in comune. Ma non solo: avere un partner al proprio fianco permette anche di mantenersi in forma e prendersi cura di sé (35%), aiuta a combattere la solitudine (36%), inoltre dà i giusti stimoli per migliorare l’autostima (33%), facendo scoprire di poter ancora piacere.

Ma non sono solo rose. Una nuova relazione dopo i 65 anni può anche essere fonte di preoccupazioni e difficoltà: il 44% dei veronesi vede molto complicato instaurare un nuovo equilibrio nella vita di tutti i giorni, mentre per il 33% il principale problema è quello di gravare sull’altra persona in caso di malattia. Fra le altre difficoltà, quella di non avere più le energie per fare quello che si faceva prima (33%) e di relazionarsi con i figli e nipoti del partner (31%).

Se i sentimenti non sfioriscono, sono anche molte le attività a cui gli abitanti di Verona si dedicherebbero in questa fase, tanto che solo il 2% aspetterebbe la pensione unicamente per riposarsi. Il 24% occuperebbe il maggior tempo libero facendo del volontariato, il 40% penserebbe di riprendere gli studi, il 60% viaggiando e il 73% dedicandosi a hobby e passioni troppo spesso rimandati.

Che cosa può minare la serenità di questo periodo della vita? Tra i principali timori, i problemi di salute (80%), la mancanza di una rete relazionale forte, spesso causa di solitudine (56%), il calo delle forze fisiche (36%) e l’assenza di un partner (24%).

Ma a preoccupare i veronesi è anche il rischio di trovarsi con scarse disponibilità economiche (75%), tanto che solo il 9% degli abitanti di Verona ritiene che la pensione di base sarà sufficiente. Gli altri invece penserebbero a costruirsi, nel tempo, una vecchiaia economicamente serena. Ma come? Il 56% puntando sulla previdenza complementare, il 35% investendo nel mattone e un ulteriore 24% tenendo i soldi in banca.

“Il nostro Osservatorio sul welfare, giunto alla sua seconda edizione, evidenzia come la terza età sia sempre più considerata una seconda giovinezza, da vivere pienamente coltivando interessi e senza rinunciare alle relazioni sociali - Afferma Marco Mazzucco, Direttore Distribuzione Marketing e Brand di Gruppo di Reale Mutua –. Una delle maggiori preoccupazioni per questo periodo è rappresentata dalle disponibilità economiche. Per questo motivo, è importante giocare d’anticipo e costruirsi per tempo una vecchiaia serena con le opportunità offerte dalla previdenza complementare”.

1 Indagine CAWI condotta dall’istituto di ricerca Nextplora su un campione rappresentativo della popolazione italiana per quote d’età, sesso ed area geografica.

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