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Un anno di Verona Minor Hierusalem: 83mila visitatori per 800 volontari

Il progetto festeggia un anno dalla sua inaugurazione che lo ha visto valorizzare quella piccola Gerusalemme che l’Arcidiacono Pacifico volle realizzare nella città scaligera per chi non poteva mettersi in viaggio per la Terra Santa

Se l’obiettivo era svelare una piccola città Celeste nel cuore di Verona, valorizzare una parte di città che affonda la sua storia più intima nel Medioevo, riaprire 5 chiese spettacolari a cittadini, turisti e pellegrini, offrire un nuovo modo di fare volontariato e di promuovere il turismo, nonché un modo più profondo e consapevole di vivere la propria città, il progetto “Verona Minor Hierusalem, una città da valorizzare assieme” ha superato le più rosee aspettative e il 25 novembre ha festeggiato con orgoglio il suo primo compleanno.
A un anno esatto dall’inaugurazione, con Philippe Daverio e la chiesa di San Giorgio in Braida affollata all’inverosimile, il quartiere alla sinistra dell’Adige, stretto tra Borgo Trento, il colle di San Pietro e Veronetta, ha contato 83 mila visitatori, di cui il 27 % sono stranieri, ma gli altri sono per lo più i veronesi stessi che hanno così acquistato una cittadinanza in più, quella della città Celeste, divenendo neocittadini di quella piccola Gerusalemme che l’Arcidiacono Pacifico volle realizzare a Verona per chi non poteva mettersi in viaggio per la Terra Santa. Una profezia che si compie, dunque.

Il progetto, promosso dalla Diocesi di Verona e sostenuto dalla Banca Popolare di Verona – Banco BPM, deve tutta la propria organizzazione e forza ai 380 volontari adulti che in questi mesi hanno donato ore del proprio tempo libero all’accoglienza dei visitatori nelle chiese, all’organizzazione di eventi, mostre, lavoratori didattici. E hanno ruotato al loro fianco al loro fianco altri 420 studenti delle Superiori che, con entusiastico protagonismo, nella Piccola Gerusalemme veronese stanno facendo l’esperienza di Alternanza Scuola-Lavoro; quasi una trentina di studenti universitari per i quali, il progetto, è anche opportunità concreta per tirocini, ricerche, tesi di laurea, per incontrare professionisti, docenti e appassionati d’arte.
La grande forza del volontariato, dunque, che in questo periodo di crisi di appartenenza si riscopre straordinariamente interessato all’ambito della promozione culturale e, cifre alla mano, coinvolge per il 68% adulti tra i 40 e i 70 anni con una prevalenza della fascia d’età più alta e più professionalizzata.
A loro volontari, il progetto chiede tempo e restituisce occasioni di incontro e di approfondimento formativo. Mensilmente vengono infatti promossi corsi sui temi dell’accoglienza, dell’arte e della storia, con anche un supporto di formazione in lingua inglese, recitazione, laboratori didattici per le scuole.

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Nell’arco di questo primo anno i visitatori che hanno oltrepassato il ponte Pietra, lasciandosi dunque per una volta alle spalle il “salotto” di Verona e il circuito più turistico del centro, sono stati 82.900. Per lo più concentrati naturalmente nel fine settimana ma non solo: le chiese sono aperte alle visite anche nelle giornate di giovedì e venerdì, sempre dalle 10 alle 17.30.
Più di 500 sono stati i gruppi che hanno richiesto una guida professionista a pagamento, più di 400 le persone che hanno sperimentato la formula del pellegrinaggio urbano, per un’intera giornata nell’itinerario “Rinascere dall’acqua, Verona Aldilà del fiume”; tutti gli altri hanno fatto l’itinerario da soli, con il solo supporto della credenziale e della mappa, i materiali proposti dal progetto, e magari coinvolgendo, per indicazioni e consigli, i volontari attivi nelle chiese o all’infopoint di via sant’Alessio.
Proprio in occasione del primo compleanno, è stata ristampata e arricchita la moleschina-credenziale che oltre a garantire sostenibilità al progetto è un’originale e bella idea regalo per le prossime festività natalizie.

Per festeggiare degnamente il primo anniversario, il progetto Verona Minor Hierusalem, ha in programma il convegno a Verona, “Una piccola Gerusalemme a Verona, compimento di una profezia” (16 dicembre, Gran Guardia, ore 9-13), con una Lectio Magistralis dello storico medioevalista Franco Cardini. Sarà naturalmente l’occasione per restituire ai cittadini l’esperienza di quest’anno, i concreti risultati ottenuti e anche raccontare le sfide possibili. Tra queste ultime, la più importante, sarà quella di valorizzare la città di Verona quale tappa culturale, artistica e turistica nell’itinerario nazionale della Romea Strata, grande via, insieme alla Francigena, degli antichi pellegrinaggi che dall’Europa dell’Est portava i pellegrini a Roma e in Terra Santa. La strada Romea ha in Verona il tratto della via Postumia, e la piccola Gerusalemme che ci sorge attorno, con le sue chiese da riaprire alle visite e i suoi tesori artistici da riportare alla luce.
Il sogno nel cassetto di don Martino Signoretto, Vicario per la Cultura della Diocesi di Verona e padre della vision del progetto, è potere inaugurare presto altri due itinerari che, dopo quello di “Rinascere dall’acqua”, possano promettere a cittadini, pellegrini e turisti, di “Rinascere dalla Terra” e, infine, di “Rinascere dal Cielo”. Che non è poco.

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