In 300 si sono sfidati a Verona per i campionati nazionali Ana di tiro a segno

Le Penne Nere di oltre 40 sezioni si sono riunite al poligono di tiro di via Magellano, dove si è tenuta la manifestazione: "Un grazie va ai nostri alpini che hanno saputo organizzare al meglio un'iniziativa come questa"

Erano circa trecento, provenienti da tutta Italia, tra sabato e domenica al Poligono di via Magellano per sfidarsi all'insegna del più sano 'spirito alpino'. Un'occasione di mettersi alla prova e di stare insieme, in un luogo intriso di memoria che ha appena festeggiato i suoi primi 150 anni di storia. Una due giorni importante per gli alpini veronesi che hanno avuto l'onore di ospitare in città i campionati nazionali Ana di tiro a segno, oltre al convegno del Centro Studi nazionale Ana svoltosi sabato in Gran Guardia.
A contendersi la 48esima edizione del Campionato nazionale Ana di carabina libera a terra e il 34esimo Campionato nazionale Ana di pistola standard, sono arrivate le penne nere di oltre 40 sezioni. In quel Poligono a cui gli alpini scaligeri sono legati da un vincolo cementato nel corso degli anni: basti ricordare che proprio in riva all'Adige aveva sede dal 1874 il comando del 6° Reggimento Alpini. Il titolo di campione di carabina a terra è andato a Paolo Isola, della sezione Ana di Trento con 297 punti. Argento per Daniele Rapello della sezione di Torino, bronzo per Sergio Stenico di Trento. Nel campionato di pistola, a trionfare è stato un altro alpino della sezione trentina, Virgilio Fait con 289 punti, seguito da Luigi Dall'Antonia (sezione di Conegliano) e Alessandro Dall'Acqua (Pordenone).

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"È stato un vero successo, ma gli eventi non si improvvisano - ha ricordato il presidente sezionale Luciano Bertagnoli -. Un grazie va ai nostri alpini che hanno saputo organizzare al meglio un'iniziativa come questa. La terza a dimensione nazionale in pochi giorni dopo i campionati di nuclei cinofili e il convegno del Centro Studi. Verona ha dimostrato di avere grande competenza: siamo pronti per qualsiasi evento". Bertagnoli ha sottolineato anche la grande partecipazione: "È stata un'edizione da record: probabilmente rimasti entusiasti dalla scorsa edizione del 2013, in molti alpini sono tornati. Abbiamo avuto iscritti anche da molte sezioni del Sud Italia che hanno percorso chilometri e chilometri pur di non mancare all'appuntamento".
Un evento che ha ricevuto anche il plauso della presidenza nazionale dell'Ana. "A conclusione di queste due giornate fondamentali per la vita associativa nazionale, sono particolarmente commosso per l'impegno profuso dalla sezione di Verona, assoluta protagonista con un'ospitalità di altissimo livello - ha detto il vice presidente nazionale dell'Ana, Alfonsino Ercole -. Grazie agli alpini veronesi e al loro presidente Bertagnoli, perché onorando Verona avete onorato l'intera associazione".
Anche il Comune ha apprezzato: "Una giornata di festa, nonostante il tempo non abbia certo aiutato - ha commentato l'assessore comunale allo Sport Filippo Rando -. Il Comune di Verona e il mio assessorato saranno sempre al fianco di iniziative come questa".
Entusiasta anche il presidente Tiro a Segno Verona, il generale Riccardo Sartor: "Quest'anno abbiamo battuto tutti i record superando le 280 iscrizioni gestendo al meglio i nostri tiratori. Verona è un grandissimo bacino alpino e forse i numeri si spiegano anche così. Ma non possiamo dimenticare la voglia di aggregazione e di stare insieme, soprattutto quando si ha il cappello alpino in testa. Il modo migliore per celebrare il 150esimo anniversario del Tiro a Segno di Verona, la società sportiva più antica della città".

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