Venerdì, 24 Settembre 2021
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Verona maglia nera per l'inquinamento nel rapporto Mal'aria di Legambiente

Nel dossier dell'associazione ambientalista, il territorio scaligero è insieme a quello veneziano quello con il maggior numero di sforamenti giornalieri del limite massimo di polveri sottili

Ha come sottotitolo «I costi dell'immobilismo» l'edizione speciale di Mal'aria, il dossier con cui ogni anno Legambiente chiede un miglioramento sulla qualità dell'aria in Italia. Perché l'aria inquinata ci costa prima di tutto in salute, ma potrebbe pesare anche nel bilancio nazionale, essendo aperte nei confronti dell'Italia tre procedure di infrazione della Commissione Europea, tutte per inquinamento atmosferico. E la prima, per cui siamo stati condannati, ci costerà non meno di un miliardo e mezzo di euro. «Siamo davanti a un bivio - ha spiegato l'associazione ambientalista - Pagare una multa miliardaria per inadempienza alla Commissione Europea, oppure agire efficacemente e con urgenza per ridurre l'inquinamento delle nostre città. L'immobilismo potrebbe costarci molto caro».

RAPPORTO MAL'ARIA - EDIZIONE SPECIALE 2021

Con Mal'aria, Legambiente ha segnalato i ritardi nell'applicazione dei provvedimenti di emergenza e dei piani di risanamento dell'aria, sia da parte del Governo che delle principali Regioni. È infatti sulla base degli allarmanti dati che arrivano dalle città italiane, che la Commissione Europea chiederà alla Corte di Giustizia Europea di definire a breve l'ammontare della sanzione, a cui l’Italia è già stata condannata il 10 novembre scorso, per il superamento continuativo dei limiti di polveri sottili (Pm10) negli anni che vanno dal 2008 al 2017. E a questo, rischiano poi di sommarsi le cifre relative alle procedure di infrazione in corso per altri due inquinanti: le polveri ultrasottili (Pm2,5) e il biossido di azoto (No2), le cui sentenze sono attese nei prossimi mesi.

Legambiente chiede di adottare subito misure anti-smog per evitare il superamento dei limiti giornalieri di polveri sottili durante l'autunno e l'inverno prossimi. Superamenti che purtroppo in alcune città sono già fuorilegge. Secondo il bilancio riportato da Mal'Aria, sono 11 le città che a inizio settembre hanno sforato, con almeno una centralina, il limite previsto per le polveri sottili, ossia la soglia dei 35 giorni all'anno con una media di Pm10 giornaliera superiore ai 50 microgrammi al metro cubo. Fra queste 11 città, le situazioni peggiori sono quelle di Verona e Venezia con 41 giorni di sforamenti, seguite da Vicenza con 40, Avellino e Brescia con 39, Cremona e Treviso con 38, Alessandria, Frosinone e Napoli con 37, Modena con 36.

«Abbiamo scritto al commissario europeo all'ambiente, il lituano Virginijus Sinkevi?ius, per esprimere la nostra preoccupazione circa l'inefficacia e i ritardi delle politiche italiane nel miglioramento della qualità dell’aria, sottoponendogli i risultati emersi dal report Mal’Aria e chiedendogli di sollecitare le nostre istituzioni ad agire prima della definizione della multa europea - ha dichiarato il presidente nazionale di Legambiente Stefano Ciafani - L'inquinamento atmosferico deve essere affrontato in maniera trasversale e integrata con azioni efficaci, incisive e durature per poter cominciare a invertire la rotta».

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