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Foto Facebook - Atv

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Autobus sovraffolato, Cgil: «Atv ha ordinato all'autista di proseguire»

Per legge, il mezzo poteva trasportare al massimo 9 passeggeri, ma ne erano saliti 37. Raffaello Fasoli: «Sono molti i mezzi pubblici sui quali non vengono rispettate le norme di sicurezza»

Ieri, 6 maggio, sarebbero saliti 37 passeggeri in un autobus di Atv dove il limite massimo imposto dalla legge per rispettare il distanziamento sociale è di 9 passeggeri. Il fatto è avvenuto alla fermata di Porta Vescovo, alle 7.40, sul mezzo della linea 91 Santa Croce-Santa Lucia. A segnalarlo è Raffaello Fasoli, segretario di Filt Verona, il sindacato della Cgil che si occupa dei lavoratori del trasporto. «Il conducente - racconta Fasoli, parlando dell'autista che ieri si è ritrovato l'autobus sovraffollato - si è preparato a sospendere la corsa e, come da protocollo, ha segnalato la situazione all'azienda. Incredibilmente, Atv gli ha espressamente proibito qualsiasi azione di sospensione della corsa. Il conducente ha allora segnalato la situazione alla Questura di Verona da cui ha ricevuto l'invito a rimanere fermo sul posto in attesa di verifiche. Pressato dagli ordini aziendali il conducente ha dovuto portare a termine la corsa imbarcando fino a 48 passeggeri, 35 dei quali sono scesi all'ospedale maggiore».

L'episodio, purtroppo non sarebbe un caso isolato. «Sono molti i mezzi di Atv sui quali non vengono rispettate le norme di sicurezza - sostiene Fasoli - Ed è gravissimo che l'azienda non prenda alcun provvedimento per tutelare la salute dei lavoratori e dell'utenza. Esiste un inaccettabile scaricabarile tra Atv e l'ente di governo formato da Comune di Verona, Provincia di Verona e Comune di Legnago».

Il problema è facilmente comprensibile: per rispettare il distanziamento sociale è stato ridotto il numero massimo di passeggeri trasportabili dai bus di Atv, ma il numero dei viaggiatori non è diminuito e quindi il servizio offerto dall'azienda di trasporto pubblico veronese non basta per soddisfare la richiesta dei cittadini. Il segretario di Filt Verona cita come esempio il collegamento con l'ospedale di Borgo Trento: «La tratta è servita da una sola linea a bassa frequenza, quando in condizioni ordinarie sono previste tre linee ad alta frequenza».

«Condanniamo l'irresponsabilità dimostrata da Atv ma anche delle istituzioni locali, che premono per la riapertura delle attività economiche senza mettere i lavoratori e i cittadini nelle condizioni di muoversi in sicurezza - conclude Fasoli - E chiediamo di ripristinare immediatamente il servizio ordinario non scolastico per favorire la mobilità cittadina in tutta sicurezza».

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