Zaia: «Pronti a coinvolgere medici specializzandi nelle vaccinazioni»

Il presidente del Veneto ha ribadito che l'obiettivo da raggiungere è di somministrare 50mila dosi al giorno, impiegando 1.300 operatori, a cui si possono affiancare i medici di base e gli specializzandi

 

Sono stati i vaccini e la campagna vaccinale anti-Covid gli argomenti principali toccati oggi, 17 marzo, dal presidente della Regione Luca Zaia nel suo punto quotidiano dedicato all'emergenza coronavirus in Veneto. Oltre a lui, è intervenuta anche l'assessore regionale alla sanità Manuela Lanzarin, la quale ha illustrato le modalità con coi i medici specializzandi potranno contribuire alla vaccinazione dei veneti contro il virus.

Ma prima di parlare di vaccini, Zaia ha mostrato i dati del bollettino sui contagi e i ricoveri aggiornato alle 8 di questa mattina. «Nelle ultime 24 ore sono stati trovati 2.191 nuovi positivi con 41.845 test, quindi l'incidenza giornaliera è del 5,23% - ha illustrato il presidente del Veneto - I pazienti Covid sono 1.807. Sono 62 in più in 24 ore e quasi 200 in più 48 ore. Nelle terapie intensive ci sono 207 pazienti Covid e 292 pazienti non Covid».

Sulle vaccinazioni, come ieri, Zaia è tornato a chiedere alle autorità competenti di fare chiarezza il prima possibile su quei casi che hanno portato alla sospensione delle somministrazioni del vaccino AstraZeneca. «Ad oggi sembra che non ci siano correlazioni tra le vaccinazioni e i casi accaduti - ha detto - E in Veneto non sono capitati casi tali da giustificare una sospensione prudenziale dei vaccini. E se davvero non ci sono correlazioni, dobbiamo riavere la possibilità di vaccinare con AstraZeneca. Inoltre, ci siamo messi a disposizione per far partire un monitoraggio a campione serio per verificare eventuali problemi di coagulazione del sangue prima e dopo il vaccino. Comunque, anche senza AstraZeneca, nelle ultime 24 ore abbiamo eseguito circa 11mila vaccinazioni. Prima della sospensione, eravamo arrivati a 17mila dosi somministrate al giorno. Ma il nostro obiettivo è arrivare a 50mila vaccinazioni al giorno, impiegando 1.300 operatori. A cui si possono aggiungere le vaccinazioni eseguite dai medici di base, dagli specializzandi e quelle organizzate all'interno delle aziende. Però, se ci sono così pochi vaccini, verremo fuori da questa emergenza troppo lentamente».

E sempre sulla campagna vaccinale, l'assessore Lanzarin ha aggiunto: «Stiamo organizzando un piano che punta a 50mila vaccinazioni al giorno con 1.300 operatori dislocati nel 58 punti vaccinali. Punti che possono anche aumentare, in caso di necessità. Accanto a questo piano, abbiamo già attivato la collaborazione con i medici di medicina generale, che si stanno organizzando. E la novità è che abbiamo chiuso anche l'accordo con i medici specializzandi. L'accordo prevede, per le somministrazioni di vaccino, l'impiego degli specializzandi al di fuori degli orari dei loro corsi, quindi probabilmente il sabato, la domenica e anche nelle ore serali. A Padova potrebbero collaborare un migliaio di specializzandi e a Verona circa 350. Saranno contrattualizzati con un accordo di lavoro autonomo a tempo determinato. E riceveranno un compenso di circa 40 euro lordi l'ora. In più, abbiamo già preso contatto per aumentare le collaborazioni, coinvolgendo nella campagna vaccinale anche i medici odontoiatri, i pediatri di libera scelta e gli specialisti ambulatoriali interni. E quando ci sarà un accordo a livello nazionale, ci muoveremo anche per aggiungere i farmacisti».

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