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S'infiamma la polemica sulla funivia Prada - Costabella: l'opposizione sfida Miozzi

Nell'incontro di oggi con i sindaci di San Zeno di Montagna e Brenzone, il presidente della Provincia ha annunciato che i proprietari avranno altri 60 giorni per trovare i soldi ma gli oppositori intendono presentare una mozione

Oggi, in Sala Verde al Palazzo Scaligero, il presidente Giovanni Miozzi ha incontrato i sindaci di San Zeno di Montagna e Brenzone proprietari dell'impianto di risalita di Prada. Erano presenti gli assessori provinciali Ivan Castelletti e Ruggero Pozzani, rispettivamente agli Enti partecipati e al Turismo; il presidente del Consiglio provinciale Antonio Pastorello; il presidente della società di gestione dell'impianto, Giuseppe Venturini.

Presidente Miozzi: “In un clima di reciproca collaborazione, l'incontro di oggi è servito a decidere le prossime mosse nell'interesse della montagna veronese. Partiranno da adesso altri 60 giorni di tempo, durante i quali i proprietari dell'impianto reperiranno i fondi necessari a realizzare l'infrastruttura. La salvaguardia della montagna veronese è sempre stata fra le nostre priorità, ed è per questo che facciamo di tutto per garantire il funzionamento dell'impianto di Prada e lo sviluppo del Baldo”.

Dall'opposizione però giunge una nota firmata dai capigruppo in consiglio provinciale Lorenzo Dalai (Pd), Giuseppe Campagnari (Sel), Nicola Terilli (Udc) e Sonia Milan (Idv), dove si attacca l'operato della giunta provinciale: "A richieste concrete da parte dei territorio bisogna rispondere con proposte altrettanto concrete. Quella del project financing avanzata dal presidente Miozzi per la funivia di Prada rientra invece nel dominio delle fantasie faraoniche e irrealizzabili, più adatte ad un parco di divertimenti come Gardaland che al contesto naturalistico del Baldo-Garda. Se quattro anni fa, come tutta l'opposizione gli aveva chiesto e come stavano facendo tutti i principali soci pubblici, anche la Provincia di Verona avesse provveduto a vendere le proprie quote dell'A4, oggi ci sarebbero risorse sufficienti da impiegare anche per il rilancio della funivia. I Sindaci del territorio non chiedono sovvenzioni, chiedono semplicemente un aiuto, da parte degli enti sovraordinati, che gli consenta di metter gambe ad un progetto concreto con il quale accedere al credito bancario. Carte alla mano, la struttura ha infatti tutte le capacità per autofinanziarsi e ripagarsi negli anni gli investimenti necessari. Grave dunque è stato l'errore di Miozzi che si è tenuto in corpo per tutto questo tempo le quote dell'A4, attualmente invendibili, soltanto per assecondare strategie e bizantinismi del presidente della Provincia virtuale: il Sindaco di Verona. Un'incredibile scelta di sudditanza politica della quale oggi fanno le spese i territori. Le proroghe sull'agibilità ottenute fino ad oggi sono arrivate grazie ai parlamentari, compreso l'ordine del giorno approvato recentemente a firma dei deputati Zardini, Dal Moro, Rotta e D'Arienzo, che impegna il Governo a trovare rapidamente soluzioni per la funivia.

Le opposizioni in consiglio provinciale esigono allora che la Giunta trovi, oggi, le risorse per il rilancio della funivia. La Mozione verrà discussa in Commissione la prossima settimana e andrà in consiglio ai primi di settembre".

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