Trasporti, l'Ass. De Berti vuole «capienza piena sui mezzi, ma con mascherine»

«Dobbiamo pensare ad una soluzione condivisa altrimenti il sistema imploderà», sottolinea l’Ass. regionale ai Trasporti in Veneto Elisa De Berti in vista della riapertura delle scuole

Da sinistra l'Ass. regionale ai Trasporti Elisa De Berti, il governatore Zaia e l'Ass. alla Mobilità del Comune di Verona Luca Zanotto - immagine d'archivio

«Mancano solo due settimane all’inizio dell’anno scolastico e ancora centinaia di migliaia di famiglie venete non sanno se i loro figli potranno andare a scuola e con quali mezzi pubblici. Stiamo vivendo una situazione assurda e paradossale, se penso che ad aprile avevo sottolineato formalmente al Ministro dei Trasporti la necessità di un stretto coordinamento con il Ministro all’Istruzione, per farci trovare pronti per l’inizio delle scuole. Ma, ad oggi non ho ricevuto nessuna risposta in merito». Così l’assessore ai Trasporti della Regione del Veneto Elisa De Berti esprime la sua preoccupazione per la situazione del Trasporto pubblico locale e ferroviario che suscita fortissime preoccupazioni in istituzioni, famiglie e imprese.

«Dobbiamo pensare ad una soluzione urgente e condivisa altrimenti il sistema imploderà - sottolinea l’Assessore Elisa De Berti - e certo non è questo il nostro obiettivo. Sostengo la soluzione avanzata dal Presidente della Regione del Veneto al Comitato Tecnico Scientifico, affinché si riconoscano i pendolari come una comunità stabile: ciò garantirebbe il trasporto pubblico a tutti gli studenti, anziché a solo un terzo qualora fosse confermata l’ipotesi ministeriale del distanziamento obbligatorio nel trasporto pubblico locale. Non siamo i sostenitori di ‘trasporti coi carri bestiame’, anzi, siamo i primi a voler salvaguardare la salute dei Veneti e, soprattutto, dei nostri bambini e ragazzi, tuttavia dobbiamo trovare con urgenza una soluzione sostenibile, che non metta in ginocchio le nostre aziende, già colpite duramente da questa crisi, e tranquillizzi le famiglie».

Ma l'Ass. Elisa De Berti  ha quindi affrontato una delle ipotesi finora emerse sull'argomento, vale a dire quella di fare entrare ad orari differenti gli studenti nelle scuole, tuttavia bocciandola senza riserve: «Nell’ultimo incontro avuto lunedì con i membri del CTS - ribadisce l’Assessore Elisa De Berti - l’unica possibilità emersa riguardava l’entrata scaglionata a scuola: ipotesi insostenibile per due motivi. Il primo: come potranno le aziende di trasporto sostenere economicamente più viaggi con lo stesso parco mezzi e personale a disposizione? Il secondo: come faranno ad ammortizzare i costi di questi servizi extra senza nuove risorse a disposizione? Sono soltanto alcuni dei quesiti che abbiamo sottoposto al Ministro delle Infrastrutture, il quale risponde unicamente che non può togliere il distanziamento; a quella dell’Istruzione, che pensa soltanto ai banchi con le rotelle; dell’Economia e Finanze, il quale ribadisce sempre di non avere risorse. A sole due settimane dall’inizio della scuola, mi pare che regni il vuoto e la situazione appaia sempre più preoccupante».

Ma dopo la pars destruens, arriva anche quella construens da parte dell'Ass. regionale Elisa De Berti: «Una soluzione, se la si vuole trovare, c’è sempre. Continuo a sostenere l’idea che occorra eliminare le riduzioni dei posti, secondo il principio che devono salire sui mezzi tanti passeggeri quanta è la capienza del vettore, a patto che i passeggeri indossino la mascherina e igienizzino le mani.  In ogni caso dovranno essere garantite dal Governo risorse straordinarie per sostenere le aziende, - conclude l'Ass. Elisa De Berti - le quali, comunque, dovranno prevedere un potenziamento del servizio, per evitare il riempimento eccessivo dei mezzi». 

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Una parziale risposta alle affermazioni dell'Ass. regionale è giunta nelle scorse ore dal ministro per gli Affari regionali e le autonomie Francesco Boccia, il quale ha rivendicato l'operato del governo e avanzato rassicurazioni sul prossimo futuro: «Da quando abbiamo rimesso in cammino i nostri diversi territori, - spiega il ministro Francesco Boccia - settori come industria, turismo, commercio, artigianato e servizi, anche se a velocità diverse, sono ripartiti. Con l’estate è iniziata una fase ancora più complessa di convivenza con il virus che dobbiamo affrontare, come sempre, con serietà, rigore e trasparenza. Chi dice che non riapriremo le scuole, che slitteranno le elezioni regionali o non saranno adeguati i trasporti locali, dice semplicemente il falso. Stiamo lavorando, come sempre, per garantire con la consueta leale collaborazione tra governo, Regioni ed Enti locali la massima sicurezza nei trasporti, nelle scuole e, ovviamente, durante la campagna elettorale e le elezioni del 20 e 21 settembre».

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