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Lunedì, 29 Novembre 2021
Politica

Rilanciare il tempo indeterminato

Una proposta di legge del Pd prevede importanti norme per stimolare il lavoro

Nei primi nove mesi dell’anno ci sono state 770 procedure di crisi da parte di imprese attive in Veneto, per un totale di oltre 20 mila lavoratori coinvolti. Di questi, oltre 3 mila solo a Verona. Questo quadro impietoso, fotografato dalle più recenti analisi di Veneto Lavoro, comunque, sottostima la situazione dei dipendenti a tempo determinato.

I lavoratori atipici, infatti, hanno sostenuto più di altri i costi della crisi: nel settore privato sono stati i primi ad essere lasciati a casa, nel settore pubblico la scure del Ministro Mariastella Gelmini ha tagliato nel Veneto quasi 1200 posti di lavoro tra insegnanti precari e personale tecnico-amministrativo.

Chi perde il posto di lavoro, specialmente se non è più giovane o deve contribuire al mantenimento della propria famiglia, vive oggi un momento drammatico, e la politica dovrebbe sentire il dovere morale di pensare prima di tutto a queste situazioni. All’interno del Progetto di Legge anticrisi presentato dal Partito Democratico in Regione, sono previste norme importanti per stimolare la creazione di nuovi posti di lavoro o la stabilizzazione a tempo indeterminato di contratti già esistenti.


La proposta prevede un contributo per lavoratore assunto o stabilizzato di 7500 euro, aumentabili fino a 10 mila se il neo-dipendente ha più di 45 anni di età: si tratterebbe di cifre non elevatissime, ma sufficienti a destare l’interesse delle imprese e a ribaltare la logica per cui oggi conviene ancora assumere personale a tempo determinato, malgrado i costi sociali.

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