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La Regione riapre la stagione di caccia e scattano le prime polemiche

Stival: "La riadozione è avvenuta sulla base di una più analitica rilettura del parere dell'Ispra". Zanoni: "Un'ennesima procedura d'infrazione delle norme europee"

La Giunta regionale ha riapprovato oggi con modifiche e integrazioni il calendario venatorio del Veneto.

“La riadozione – ha spiegato l’assessore all’attività venatoria Daniele Stival – è avvenuta sulla base di una più analitica rilettura del parere a suo tempo espresso sulla proposta originaria dall’Ispra, l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, e tenuto conto della sospensiva del calendario stesso decisa dal TAR Veneto, che ha in questo parzialmente accolto il ricorso di alcune associazioni ambientaliste, in attesa della discussione di merito.

In particolare, abbiamo meglio descritto i limiti relativi 19 specie degli allegati SPEC (Species of European Conservation Concern)e inserito ulteriori motivazioni per la caccia in zone SIC (Sito di Importanza Comunitaria) e ZPS (Zona di protezione Speciale)”.

La risposta del fronte contrario alla riapertura della stagione venatoria è affidata ad una nota dell'eurodeputato per l'Idv Andrea Zanoni.

“È una vergogna. La nuova delibera di oggi della Regione Veneto, con la quale viene cambiata qualche virgola, non è altro che un raggiro della decisione del TAR che solo una settimana fa aveva sospeso il calendario venatorio veneto accogliendo il ricorso delle associazioni”. Così Andrea Zanoni condanna la riadozione di questa mattina del calendario venatorio da parte della Regione Veneto.

Le motivazioni addotte dall'assessore Stival fanno acqua da tutte le parti – continua a Zanoni – La delibera di oggi non è basata su alcuna rilettura del parere dell'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale ISPRA, che anzi aveva bocciato su tutti i fronti il calendario originale, bensì sulla costante pressione della lobby venatoria che circonda Palazzo Balbi”.

“La Giunta Zaia con questa delibera ha calpestato la Direttiva 2009/147/CE (Direttiva Uccelli), la legge nazionale sulla caccia, l'autorevole parere tecnico e scientifico dell'ISPRA, il pronunciamento giuridico del TAR del Veneto, nonché il diritto sacrosanto dei cittadini ad avere un'amministrazione che rispetti le leggi, assecondando in questo modo solo ed unicamente le istanze di una minoranza di cacciatori”.

“Così facendo Zaia e Stival sottopongono il Veneto a un'ennesima procedura d'infrazione delle norme europee e alle conseguenti sanzioni pecuniarie”.

“Tuttavia Zaia e Stival non possono di certo dormire sonni tranquilli. La non ottemperanza della decisione del TAR del Veneto potrebbe comportare la gravissima violazione del giudicato cautelare ovvero non osservare un provvedimento punita dal Codice penale”, conclude Zanoni.

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