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Caso Nicoli. Il PD attacca: "Paralizzano il Consiglio per convenienze politiche"

I consiglieri democratici Bertucco e Ugoli scrivono: "Nicoli viene sostituito nel consiglio provinciale ma non in quello comunale, perché Tosi non si fida del subentrante Iannuzzi"

Il Partito Democratico difende in parte la strada presa dal tosiano Gaetano Nicoli sul caso Agec. Come si legge in una nota congiunta firmata dai consiglieri comunali Michele Bertucco e Luigi Ugoli: "Fa bene il consigliere Nicoli, condannato in primo grado, a ricorrere a tutti gli strumenti consentiti dalla legge per far valere la presunzione di innocenza e ritornare a svolgere il ruolo di consigliere comunale per cui è stato eletto".

Lo ricordiamo, Gaetano Nicoli è stato condannato per falso e abuso d'ufficio e, applicando la Legge Severino, il Prefetto Mulas lo ha sospeso dai suoi incarichi amministrativi. Nicoli però ha fatto ricorso chiedendo di non essere sospeso.

Oggi, mercoledì 13 gennaio, in consiglio provinciale sarà votata la surroga, con Nicoli che sarà sostituito dal primo dei non eletti, il vicesindaco di Costermano Aldo Salvetti. Domani, giovedì 14 gennaio, era in programma il consiglio comunale di Verona e anche in questo caso si sarebbe votata la surroga (con il subentro di Gaetano Iannuzzi). Ma domani il consiglio non ci sarà, si vuole attendere infatti l'esito del ricorso di Nicoli. E proprio contro questa decisione si scaglia il PD: "Meno comprensibile, anzi grave, - scrivono Bertucco e Ugoli - la pretesa del capogruppo della Lista Tosi Massimo Piubello di paralizzare il lavoro dell'intero Consiglio in attesa di capire il destino di Nicoli, tanto più che al momento non si ha nessuna certezza in merito alla data dell'udienza del ricorso. Molto diverso l'atteggiamento dei tosiani in Provincia dove Nicoli sta per essere sostituito senza problemi, forse perché al suo posto subentra un uomo di indiscussa fedeltà al Sindaco e a Miglioranzi mentre in Comune Tosi non si fida più di Iannuzzi che pure proviene dalle stesse liste".

"Due pesi e due misure - concludono i consiglieri democratici - in cui la discriminante è la convenienza politica. La legge Severino impone infatti che la surroga del consigliere sospeso venga posta al primo punto dell'ordine del giorno del primo consiglio comunale utile. Ma se i giudici si riuniranno tra mesi, Piubello e Tosi sono disposti a lasciare il Consiglio comunale in bagnomaria per tanto tempo? Ancora una volta è l'interesse di bottega che prevale sull'interesse generale: all'ordine del giorno del Consiglio comunale c'era una rilevante delibera relativa alla gara per la distribuzione del gas naturale nel bacino di Verona. Non da ultimo occorre capire se il lavoro delle commissioni consiliari in cui era presente Nicoli possa proseguire e se debba ritenersi valido a tutti gli effetti".

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