Nuovo stadio, Sboarina ci crede e Tosi lo critica: «Meglio fare come Venezia»

Il sindaco è convinto che il 2020 sia l'anno della svolta per la Nuova Arena Stadium, ma il suo predecessore lo incalza e confronta il nuovo stadio che si vorrebbe costruire a Verona con quello di Venezia

Rendering del nuovo stadio di Venezia

Il sindaco di Verona Federico Sboarina ci crede, o almeno mostra di credere molto nel project financing della Nuova Arena Stadium, lo stadio che dovrebbe essere costruito al posto dell'attuale Bentegodi. Per Sboarina il 2020 potrebbe essere l'anno giusto per completare quella marcia a tappe forzate che dovrebbe dare il via ai lavori, i quali si potrebbero concludere l'anno prossimo. 

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La maggioranza che sostiene Sboarina ha fatto quadrato attorno al nuovo stadio ma, con la stessa convinzione del sindaco, l'opposizione continua a mostrare quelli che ritengono essere i punti deboli del progetto. «Sboarina sta vendendo soltanto fumo dietro al quale cerca di nascondere i veri nodi della città che la sua amministrazione non sa affrontare - sostiene il consigliere comunale di Verona e Sinistra in Comune Michele Bertucco - Parlo ad esempio del filobus i cui cantieri sono al palo e tendono ostaggio molti quartieri da ormai otto mesi. Parlo dell'inquinamento da polveri sottili. Parlo della questione della fusione tra Agsm e Aim che viene annunciata da 4 anni senza risultati e che ora si è trasformata in una pericolosa fusione a 3 con di mezzo anche il colosso A2A. Esattamente come per la questione della trasformazione in parco dello scalo merci, Sboarina continua a parlare di cose che non esistono e sulle quali non ha il benché minimo controllo».
Mentre l'ex sindaco Flavio Tosi confronta la costruzione del nuovo stadio di Venezia con quella di Verona, per dimostrare quanto «strana e opaca» sia l'operazione portata avanti da Sboarina. «Il progetto di Venezia è totalmente decentrato, il nuovo stadio sarà costruito al Quadrante di Tessera, vicino all'aeroporto Marco Polo e all'autostrada A4 e alla nuova linea ferroviaria ad alta velocità, pertanto sarà facilmente raggiungibile e non romperà le scatole ai residenti di Venezia né a quelli di Mestre. Ma non solo: il nuovo stadio di Venezia, a differenza di quello di Verona, sarà di proprietà del club, del Venezia Fc. A Verona invece lo si vuole dare sostanzialmente al messicano Esparza con una concessione gratuita di oltre 50 anni. A Venezia inoltre tutta la viabilità, i parcheggi e le grandi aree verdi che valgono decine di milioni le paga il Venezia Calcio, non le regala il Comune all'Esparza di turno. Anzi il Comune di Venezia dall'operazione ci guadagnerà, perché i terreni nei quali sorgerà l'infrastruttura sono di proprietà del Casinò di Venezia che è controllato dal Comune. Perché a Verona lo stadio non lo costruisce Setti, magari in aree più periferiche e meno problematiche per i cittadini come la Maragona? Se si tratta di un business perché regalare l'affare al messicano? Setti così obbliga per decenni i futuri proprietari del Verona che gli succederanno alla presidenza a restare impiccati all'albero del messicano, o comunque a chi nel tempo il messicano venderà lo stadio. Insomma, l'operazione Sboarina-Esparza-Setti è sempre più nebulosa e opaca, fondata su motivazioni alquanto sospette, perché da noi il quartiere Stadio, l'intera Terza Circoscrizione e lo stesso Hellas Verona ne escono fortemente penalizzati».
 

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